Giorni papali: Il colore del Realpolitik a Roma 

di Buongiorno Vicenza · Aprile 30, 2025

Morte un Papa è se ne fa un altro. Il trono di San Pietro è di nuovo vuoto. Mentre i dazi si inaspriscono e i missili volano sull’Ucraina e su Gaza, il più improbabile raduno di protagonisti globali per prima Trump e Zalensky  si reca in pellegrinaggio a Città del Vaticano per rendere omaggio obbligati al Papa. Nella morte, come nella vita, Papa Francesco ha offerta un ultimo atto di diplomazia: la speranza che questo grande funerale possa diventare un accidentale vertice di pace. O, per lo meno, una momentanea tregua tra i titani del testosterone del mondo.

Ironicamente, sembra di aver già visto tutto questo su Netflix. Con la recente ondata di drammi a tema vaticano come I due papi in modo più toccante, Il conclave, abbiamo avuto un posto in prima fila per il teatro sacro che si svolge quando potere, fede e vecchi in abiti cremisi si scontrano. L’adattamento di Robert Harris, in particolare, un opera completa: intrighi, coscienza, ambizione e costumi all’altezza.

A proposito i costumi !  È qui che la trama si infittisce. Il guardaroba del film era una masterclass di eleganza ecclesiastica: tessuti di color rosso provenienti dagli archivi vaticani, tagliati in lana italiana di alta qualità, rifiniti a mano con precisione artigianale. Gli abiti, le fusciacche, i mantelli: ognuno di essi gridava gravitas. Non si trattava solo di abbiti , ma di sinfonie visive di costumi di potere.

Ora, se si confronta tutto ciò con la versione reale che si svolge davanti ai nostri occhi in questi giorni , non si può fare a meno di trasalire. I cardinali veri e propri, drappeggiati in quello che si può solo descrivere come un penitenza in poliestere fuori moda, sembrano più le comparse di un presepio a basso costo che gli eredi di un impero. Viene da chiedersi se non abbiano perso il budget per il guardaroba a favore dell’incenso e dei rosari di bordo.

Non si tratta solo di estetica, ma anche di percezione. La qualità, come sempre, sussurra potere. Avvolge l’influenza con cuciture raffinate. Fa sì che la gente ti prenda sul serio prima ancora che tu abbia detto una parola. I cardinali immaginari hanno mantenuto il vostro sguardo. Quelli veri… non tanto.

Speriamo comunque che i protagonisti del mondo riuniti a Roma nei prossimi giorni prendano spunto dai copioni che hanno chiaramente visto. Che la politica reale possa, per una volta, seguire l’arco della finzione: risoluzione, riflessione, persino redenzione. Perché se i film ci hanno insegnato qualcosa, è questo: a volte, quando si azzecca il costume, il mondo potrebbe credere nel ruolo che si sta cercando di interpretare.

Sarebbe un miracolo!

Yasmin Naqvi.

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