Donare per salvare vite: Vicenza celebra la Giornata Nazionale per la Donazione di Organi e Tessuti

di Redazione · Aprile 11, 2025

Nel 2024 al San Bortolo 20 donatori hanno permesso oltre 100 trapianti. L’ULSS 8 Berica rilancia la sensibilizzazione e ringrazia chi ha scelto la vita, anche nel momento più difficile

Un cuore donato può continuare a battere in un altro corpo. Un rene, un fegato, una cornea: ogni gesto di generosità nel momento più tragico può trasformarsi in speranza concreta per chi è in attesa di una nuova possibilità. È questo il messaggio che l’ULSS 8 Berica rilancia in occasione della Giornata Nazionale per la Donazione di Organi e Tessuti, celebrando la straordinaria risposta del territorio vicentino e rinnovando l’appello alla consapevolezza.

I numeri parlano chiaro: nel 2024 sono stati 20 i donatori di organi all’ospedale San Bortolo, grazie ai quali è stato possibile trapiantare 4 cuori, 15 fegati, 37 reni, 9 polmoni e 1 pancreas. Ma l’impegno si è esteso anche alla donazione di tessuti, con 195 donatori di cornee, 7 di cute e 8 di altri tessuti. A conferma della centralità dell’ospedale vicentino nella rete trapiantologica, sono stati eseguiti in sede 41 trapianti di rene. Solo 2 le opposizioni espresse alla donazione nell’arco dell’anno: un dato che conferma la grande sensibilità e generosità della comunità vicentina.

«Oggi vogliamo ringraziare tutti i donatori e le loro famiglie – afferma la dott.ssa Patrizia Simionato, Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica –. La donazione è un atto di straordinaria umanità, e il nostro territorio si distingue da sempre per la sua attenzione verso la sanità pubblica. Allo stesso tempo, un grande grazie va anche a tutto il personale sanitario coinvolto in queste procedure complesse, che spesso comportano uno sforzo fuori orario e un coordinamento preciso e appassionato».

La macchina della donazione è infatti un processo articolato: dal momento della dichiarazione di morte secondo criteri neurologici o cardiologici, il Coordinamento Ospedaliero Trapianti (COT) attiva una rete che coinvolge il Centro Regionale Trapianti, il Nord Italia Transplant (NIT) e le équipe chirurgiche di ospedali anche fuori regione – e, talvolta, anche europei – per il prelievo e l’immediato trapianto degli organi.

Fondamentale, però, è il consenso alla donazione. Come spiega il dott. Vinicio Danzi, direttore dell’Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Vicenza, ogni cittadino può esprimere la propria volontà in occasione del rinnovo della carta d’identità o tramite l’AIDO. «Dichiarare il proprio volere in vita – sottolinea Danzi – aiuta anche i familiari, che in caso contrario si trovano nella difficile posizione di dover interpretare cosa avrebbe voluto il loro caro. E sapere che la sua morte ha permesso di salvare altre vite è spesso un conforto immenso».

Oggi in Italia ci sono circa 10 mila persone in attesa di un trapianto, ma ogni anno solo 2 mila riescono ad essere sottoposte all’intervento: una sproporzione che impone riflessioni e azioni concrete. I trapianti oggi riguardano non solo organi vitali come cuore, polmoni, fegato, pancreas e reni, ma anche intestino, tessuti cardiovascolari, ossei, tendinei, cute, cornee, e persino placenta e cordone ombelicale, preziosi per i pazienti oncologici.

«La nostra missione – conclude il dott. Danzi – è duplice: salvare chi può essere salvato e ridare speranza a chi aspetta un organo. È un impegno che spesso si svolge di notte, a fine turno, con un carico fisico ed emotivo notevole. Ma è un lavoro che vale ogni sforzo, perché ogni donazione è una nuova vita che rinasce».

Nel giorno dedicato alla donazione, Vicenza si conferma terra di solidarietà, ma guarda avanti con un obiettivo preciso: aumentare ancora la consapevolezza e rendere ogni cittadino parte attiva di una rete che salva vite.

CONDIVIDI SU

[wpzoom_social_icons id="12577"]