di Redazione · Dicembre 20, 2024
Il teatro dialettale vicentino conquista il palco nazionale a Brescia: una storia seicentesca tra soprusi e amori proibiti che potrebbe aver ispirato Alessandro Manzoni.
Il festival nazionale Leonessa d’Oro, appuntamento di rilievo per il teatro dialettale italiano, vedrà in finale, tra i dieci spettacoli selezionati, anche la compagnia vicentina L’Archibugio. La rassegna, giunta alla 19ª edizione, si terrà a Brescia dal 1° marzo al 17 maggio 2025, e la partecipazione del gruppo di Lonigo rappresenta un’importante vetrina per il teatro berico.
A concorrere per il prestigioso riconoscimento sarà il dramma storico “Paolo e Orgiano”, scritto e diretto da Giovanni Florio. L’opera è ispirata a una vicenda reale risalente al XVII secolo, portata alla luce dagli studi storici del professor Claudio Povolo. Ambientata tra le pianure vicentine e padovane, la storia racconta le violenze e i soprusi del nobile Paolo Orgiano, i cui crimini minano l’amore tra Vincenzo e Fiore, protagonisti di una tormentata relazione che richiama le dinamiche de I promessi sposi.
Una vicenda tra storia e letteratura
La trama di “Paolo e Orgiano” solleva una curiosità intrigante: potrebbe il romanzo di Alessandro Manzoni aver preso spunto da queste vicende? Tra bravi, rapimenti e matrimoni contrastati, il dramma sembra evocare lo stesso intreccio narrativo del celebre romanzo manzoniano, seppure ambientato in un contesto diverso, ossia quello delle campagne venete del Seicento.
L’opera de L’Archibugio, recitata nel dialetto dell’epoca e impreziosita da costumi fedeli alla tradizione, si distingue non solo per il rigore storico, ma anche per la capacità di affrontare temi universali e attuali. “Il racconto della storia locale attraverso il linguaggio teatrale ha sempre contraddistinto la cifra stilistica de L’Archibugio – sottolinea il regista Florio –. ‘Paolo e Orgiano’ non è solo una rievocazione del passato, ma anche una riflessione sulle problematiche contemporanee, come la violenza di genere.”
Un anno di successi per L’Archibugio
La candidatura alla Leonessa d’Oro arriva al culmine di un 2024 straordinario per la compagnia di Lonigo. A dicembre, il gruppo ha trionfato al Serpente Aureo di Offida (Ascoli Piceno) con il miglior spettacolo, “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand. Il 2025 si aprirà con altrettante sfide, a partire dal debutto dell’Amleto di Shakespeare a gennaio, presso il Teatro Spazio Bixio di Vicenza.
In attesa di calcare il prestigioso palco bresciano, L’Archibugio si conferma una delle realtà teatrali più vitali del panorama vicentino, capace di unire tradizione e innovazione con una visione artistica che continua a conquistare pubblico e critica.
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