di Redazione · Gennaio 3, 2025
Rimossa con successo una massa tumorale aderente ai grandi vasi sanguigni grazie all’eccellenza dell’Urologia
All’Ospedale San Bortolo di Vicenza, l’équipe di Urologia ha portato a termine con successo un raro e complesso intervento di chirurgia robotica per rimuovere una massa tumorale localizzata nell’addome, strettamente aderente all’aorta, alla vena cava e alle vene renali. L’operazione, durata circa tre ore, è stata eseguita su un giovane paziente vicentino a cui era stato diagnosticato un tumore al testicolo.
«L’asportazione del testicolo è di per sé una procedura relativamente semplice – spiega il dottor Giuseppe Abatangelo, Direttore facente funzione dell’Urologia del San Bortolo –. Tuttavia, in questi casi, vi è un alto rischio di metastasi ai linfonodi retroperitoneali, posizionati profondamente nell’addome vicino ai grandi vasi sanguigni. Per questo motivo, dopo l’intervento iniziale, si procede con la chemioterapia, che nella maggior parte dei casi è risolutiva. Ma in alcune situazioni, come questa, è necessario intervenire chirurgicamente per eliminare eventuali cellule tumorali residue».
I vantaggi della chirurgia robotica
L’intervento si è svolto utilizzando la laparoscopia robot-assistita, una tecnica che offre importanti vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale. «La massa era strettamente attaccata all’aorta e molto vicina alla vena cava e alle vene renali – continua Abatangelo –. Questo richiedeva una precisione estrema, garantita dal robot chirurgico, che permette movimenti accurati e una visione ottimale dell’area di intervento. Grazie alla telecamera robotica, possiamo visualizzare l’area operativa da angolazioni impossibili nella chirurgia open, migliorando la sicurezza e l’efficacia del trattamento, specialmente in situazioni in cui i piani operatori non sono chiaramente definiti, come nei pazienti che hanno già affrontato cicli di chemioterapia».
Un’eccellenza nella chirurgia robotica
L’Urologia del San Bortolo vanta una lunga esperienza nell’utilizzo della chirurgia robotica, con circa 150 interventi annuali per la rimozione di tumori renali, prostatici e vescicali, oltre a casi particolarmente complessi. «Nonostante i rischi, abbiamo concordato con il paziente di procedere con l’intervento – aggiunge Abatangelo –. Data la giovane età del paziente, convivere con il rischio di una recidiva e sottoporsi a controlli costanti avrebbe avuto un impatto negativo sulla sua qualità di vita e rappresentato un rischio clinico. Grazie alla nostra esperienza, abbiamo potuto offrirgli una soluzione definitiva».
Il riconoscimento della Direzione Generale
Anche la Direzione Generale dell’ULSS 8 Berica ha sottolineato l’importanza di questo intervento. «Questo successo conferma l’eccellenza dell’ospedale di Vicenza nella chirurgia robotica – commenta la dottoressa Patrizia Simionato, Direttore Generale –. I nostri medici, e in particolare l’équipe di Urologia, dimostrano la capacità di affrontare con competenza e sicurezza anche i casi più complessi, individuando l’approccio migliore per garantire risultati ottimali e la massima sicurezza per i pazienti».
Questo intervento rappresenta un ulteriore esempio di come l’innovazione tecnologica, unita all’esperienza medica, possa migliorare le prospettive di cura per i pazienti, offrendo soluzioni all’avanguardia anche nelle situazioni più difficili.




