“Polizia Penitenziaria, Maino (Lega-LV): ‘Difendersi con un ramoscello di ulivo? Ecco la proposta del Pd’”

di Redazione · Dicembre 9, 2024

“Propongo agli agenti di polizia penitenziaria di difendersi dalle aggressioni in carcere con un ramoscello di ulivo. Così facendo, di sicuro le sinistre del nostro Paese sarebbero più contente.” Questa è la provocazione del consigliere regionale Silvia Maino (Lega – Liga Veneta) in risposta alla richiesta del Partito Democratico di ritirare il calendario della Polizia Penitenziaria, nel quale sono mostrate tecniche di difesa personale utilizzate dagli agenti durante il loro servizio operativo.

“Trovo gli attacchi del Pd completamente ingiustificati e surreali. È assurdo chiedere di censurare un calendario che semplicemente illustra le tecniche operative e di addestramento della Polizia Penitenziaria. La trasparenza è fondamentale: la società civile deve sapere come gli agenti si difendono e il contesto di estrema difficoltà in cui operano, spesso a mani nude. Ma forse, secondo il Pd, basterebbe un ramoscello di ulivo per risolvere tutto,” dichiara Maino con evidente ironia.

Maino, da sempre attenta alle problematiche della Polizia Penitenziaria, ribadisce la necessità di dotare gli agenti di strumenti adeguati, come il taser, per fronteggiare le crescenti aggressioni da parte dei detenuti: “Le aggressioni ai danni degli agenti sono purtroppo in aumento. Chi opera quotidianamente nei penitenziari vive una situazione critica, dove spesso si trova a fronteggiare situazioni di violenza estrema senza strumenti adeguati. È nostro dovere garantire la sicurezza di chi tutela l’ordine pubblico.”

Il consigliere esprime solidarietà ai sindacati della Polizia Penitenziaria, citando le recenti dichiarazioni di Giuseppe Moretti, Presidente dell’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria (U.S.P.P.): “Gli agenti meritano rispetto e sostegno. La Polizia Penitenziaria svolge un ruolo complesso, garantendo non solo la sicurezza degli istituti, ma anche l’ordine necessario per attuare il mandato costituzionale del recupero dei detenuti.”

Maino sottolinea poi il rischio di una narrativa politica che, secondo lei, tende a trasformare i delinquenti in vittime: “Per la Sinistra, sembra che gli agenti debbano trasformarsi in educatori e abbandonare le loro funzioni di polizia. Ma non possiamo permettere che le carceri diventino zone franche sotto il controllo della criminalità, dove il traffico illecito e le sopraffazioni siano tollerate. La Polizia Penitenziaria non può e non deve restare inerme.”

Conclude con un monito: “Il calendario in questione non è un semplice strumento di comunicazione, ma un modo per mettere in luce il lavoro prezioso e pericoloso svolto ogni giorno dagli agenti, che garantiscono sicurezza e disciplina nei nostri istituti penitenziari. È fondamentale ricordare che il rispetto delle regole è la base per il recupero dei detenuti, ma senza agenti tutelati e dotati di strumenti adeguati, questo mandato costituzionale rischia di rimanere solo un principio sulla carta.”

 

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