SAN BASSIANO: TORNA IL PARTO IN ACQUA, UNA NASCITA SPECIALE CHE UNISCE TRADIZIONE E INNOVAZIONE

di Redazione · Aprile 17, 2025

L’ospedale di Bassano offre un’opportunità rara che allevia il dolore della madre e favorisce una transizione più dolce per il neonato

 

BASSANO DEL GRAPPA – Un evento speciale ha caratterizzato l’inizio della settimana all’Ospedale San Bassiano, dove lunedì 14 aprile un neonato è venuto alla luce con un parto in acqua. Una procedura che, sebbene sia stata praticata in passato, è oggi disponibile solo in pochissimi ospedali italiani, e che garantisce importanti benefici sia alla donna che al piccolo.
“Tutto è avvenuto in modo molto naturale, come sempre dovrebbe essere il parto”, ha raccontato il dottor Roberto Rulli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale bassanese. La partoriente aveva scelto di svolgere il travaglio nella vasca, dove si trovava particolarmente a proprio agio. Quando si è avvicinato il momento della nascita, le è stata offerta la possibilità di rimanere in acqua, grazie alla presenza di una vasca perfettamente attrezzata e di personale specificamente formato per questa evenienza.

Un’opportunità rara che offre numerosi vantaggi
Il parto in acqua era una pratica abbastanza diffusa in passato, ma negli ultimi anni è caduta in disuso, in parte a causa della pandemia e in parte per l’impegno organizzativo che richiede. Come spiega il dottor Rulli, “normalmente alle donne viene offerta la possibilità di svolgere in vasca una parte del travaglio, proprio perché l’acqua ha una naturale funzione analgesica, mentre per il parto vero e proprio si preferisce procedere fuori dalla vasca”.
Questo accade perché completare l’intero processo in acqua comporta un impegno molto gravoso per il reparto, soprattutto per la successiva sanificazione, che deve essere particolarmente meticolosa. A Bassano, con il rifacimento delle sale parto avvenuto circa quattro anni fa, era stata installata anche una nuova vasca che tuttavia, a causa anche delle restrizioni legate al Covid, non era ancora stata utilizzata per un parto completo.

Benefici per madre e bambino
L’opportunità del parto in acqua esiste se la donna lo richiede e se non ci sono controindicazioni, e presenta importanti benefici anche per il neonato, consentendo una transizione più graduale verso il mondo esterno.
“Per nove mesi il bambino è stato immerso in un liquido, al caldo e al buio”, sottolinea il dottor Rulli. “Il parto in acqua rappresenta un’esperienza intermedia, in quanto il neonato inizia a vedere la luce ma è ancora immerso in un liquido, che viene mantenuto alla temperatura corporea, e solo successivamente viene esposto all’aria”. Il medico rassicura anche sul fatto che non esiste alcun rischio di annegamento, poiché nei primissimi secondi di vita il neonato continua a essere attaccato al cordone ombelicale, dunque dal punto di vista fisiologico è come se fosse ancora nell’utero materno.
In questo caso specifico, subito dopo la nascita, la madre ha potuto applicare immediatamente il contatto pelle a pelle mentre era ancora nella vasca, una pratica fondamentale per il legame madre-figlio, proseguita poi anche a letto.

Un fiore all’occhiello per l’ULSS 7 Pedemontana
“Innanzitutto ai neo genitori vanno le mie congratulazioni”, ha commentato il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza. “La possibilità di svolgere in acqua non solo il travaglio, ma anche il parto vero e proprio conferma una volta di più gli elevati standard dell’Ostetricia del San Bassiano e la sua particolare attenzione e sensibilità nei confronti delle partorienti e dei loro neonati”.
Questa nascita segna quindi non solo un lieto evento per una famiglia, ma anche un importante traguardo per l’ospedale bassanese, che dimostra di saper coniugare tradizione e innovazione nell’assistenza al parto, offrendo alle donne la possibilità di vivere questo momento fondamentale in modo più naturale e rispettoso della fisiologia.

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