di Redazione · Dicembre 6, 2024
All’ospedale San Bortolo di Vicenza è stata introdotta una metodica all’avanguardia per la cura delle aritmie: l’elettroporazione. Con questa innovazione, il nosocomio vicentino è il primo ospedale pubblico del Triveneto a utilizzare questa tecnologia per trattare tachicardie patologiche altrimenti non gestibili con le tecniche tradizionali.
Il 4 dicembre, l’Unità Operativa di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione ha eseguito due interventi su pazienti ad alto rischio di complicanze. Le procedure, svolte in sedazione profonda, hanno utilizzato un sistema di mappaggio computerizzato per individuare con estrema precisione l’origine dell’aritmia. Il trattamento ha previsto l’applicazione di un campo elettrico mirato per 10 secondi, garantendo l’interruzione della tachicardia. Entrambi gli interventi, durati circa due ore, hanno avuto successo immediato, anche se i pazienti saranno monitorati a lungo termine per confermare i risultati.
Una tecnologia rivoluzionaria
L’elettroporazione utilizza un’energia altamente selettiva che colpisce solo le cellule cardiache responsabili dell’aritmia, preservando le strutture circostanti come nervi, arterie e vene. Questo rappresenta un importante passo avanti rispetto alle tecniche tradizionali di ablazione, basate su energia termica (radiofrequenza o crioenergia), che possono comportare rischi significativi per i tessuti sani.
«Questa metodica ci consente di estendere le possibilità di cura anche a pazienti con casi complessi, per i quali le tecniche tradizionali risultano troppo rischiose», spiega il dott. Antonio Rossillo, responsabile dell’U.O.S. di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione. «Abbiamo già trattato con successo oltre 240 casi di fibrillazione atriale con elettroporazione, partecipando a studi internazionali di grande rilevanza, tra cui una pubblicazione su Nature Medicine».
Un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale
La reputazione del San Bortolo in campo elettrofisiologico non si limita agli adulti: è stato il primo centro al mondo a utilizzare l’elettroporazione su una bambina di 11 anni, affetta da una tachicardia invalidante. Questo successo ha aperto la strada all’applicazione pediatrica della metodica, sottolineando l’elevato livello di competenza e innovazione dell’équipe diretta dal dott. Rossillo.
Un servizio integrato per la cardiologia
Come evidenzia la dott.ssa Patrizia Simionato, Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica, l’innovazione non si ferma all’Elettrofisiologia: «Il San Bortolo offre un approccio integrato per la cura delle patologie cardiache, combinando Cardiologia, Emodinamica e Cardiochirurgia per garantire ai pazienti la massima sicurezza e qualità».
Numeri e impatto delle aritmie
La tachicardia atriale colpisce una percentuale variabile tra il 5% e il 15% della popolazione, con manifestazioni invalidanti che compromettono significativamente la qualità della vita. L’Elettrofisiologia del San Bortolo svolge ogni anno oltre 800 procedure, tra cui 250 ablazioni e studi elettrofisiologici, utilizzando tecnologie di ultima generazione come i pacemaker senza fili.
Con l’introduzione dell’elettroporazione, l’ospedale di Vicenza conferma la sua posizione di eccellenza nella cura delle patologie cardiache, offrendo ai pazienti nuove speranze per il trattamento di condizioni altrimenti irrisolvibili. Questa innovazione rappresenta non solo un traguardo per la medicina locale, ma anche un contributo significativo alla sanità italiana e internazionale.




