di Redazione · Aprile 4, 2025
Punti informativi a Bassano, Santorso e Asiago per prevenire un gesto pericoloso quanto sottovalutato
Un gesto che può cambiare per sempre la vita di un neonato. È la Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), una forma gravissima di trauma cranico causata dallo scuotimento violento di un lattante, spesso nel tentativo – disperato e impulsivo – di farlo smettere di piangere. Una sindrome poco conosciuta in Italia, ma con conseguenze devastanti: lesioni cerebrali permanenti, coma, e in un caso su quattro, la morte del bambino.
Per questo, da sabato 5 a lunedì 7 aprile, gli ospedali di Bassano, Santorso e Asiago ospiteranno punti informativi dedicati alla prevenzione di questo fenomeno, con la distribuzione di materiale divulgativo nei reparti di Ostetricia e Pediatria. L’iniziativa rientra nelle Giornate nazionali di prevenzione promosse da Terre des Hommes, SIMEUP, ANPAS e FIMP, in collaborazione con la Rete Ospedaliera per la Prevenzione del Maltrattamento Infantile.
«Aderiamo con grande convinzione a questa iniziativa – spiega il dott. Massimo Scollo, Direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’ULSS 7 Pedemontana – perché troppo spesso se ne parla solo quando accadono episodi estremi. È invece fondamentale che genitori e adulti imparino a riconoscere i rischi legati a comportamenti che, pur non essendo motivati da volontà di fare del male, possono avere conseguenze drammatiche».
La fascia d’età più esposta al rischio va dalle due settimane ai sei mesi di vita, quando il pianto del neonato può essere particolarmente insistente e difficile da gestire. La frustrazione, la stanchezza, lo stress: sono tutte condizioni che, se non gestite, possono portare a gesti pericolosi. Ma la prevenzione è possibile.
«Quando ci si trova di fronte a un pianto inconsolabile – sottolinea il dott. Davide Meneghesso, Direttore della Pediatria degli ospedali di Bassano e Asiago – è normale sentirsi sopraffatti. Ma è proprio in quei momenti che bisogna fermarsi, allontanarsi per qualche istante, respirare, ritrovare la calma. Solo così si può proteggere davvero il proprio bambino».
Buongiorno Vicenza seguirà da vicino l’iniziativa, con aggiornamenti dai presidi ospedalieri e approfondimenti dedicati al tema della prevenzione e del supporto alla genitorialità. Una cultura della cura comincia dall’informazione.




