Unioni Montane Vicentine: La Regione Veneto Progetta un Accorpamento per Maggiore Efficienza

di Redazione · Febbraio 14, 2025

La Regione Veneto ha presentato un nuovo piano di riorganizzazione delle Unioni Montane della Provincia di Vicenza, con l’obiettivo di ridurre le attuali quattro a due, in un’ottica di maggiore efficienza e razionalizzazione delle risorse.

L’incontro, tenutosi presso la sede della Protezione Civile dell’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti a Schio, ha visto la partecipazione di Francesco Calzavara, Assessore alla Programmazione e Bilancio della Regione del Veneto, numerosi sindaci dei comuni interessati, il presidente dell’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) e altri funzionari regionali.

Il Piano della Regione: Due Unioni al Posto di Quattro

Attualmente, la provincia di Vicenza conta quattro Unioni Montane:
• Pasubio Piccole Dolomiti
• Alto Astico
• Astico
• Prealpi Vicentine Val Chiampo

La proposta prevede l’accorpamento delle prime tre Unioni in un unico ente, che comprenderebbe 21 comuni e 96.000 abitanti, con l’esclusione di Recoaro e Valdagno. Questi due comuni confluirebbero invece nella seconda Unione, che includerebbe 10 comuni e 74.000 abitanti e accoglierebbe anche Cornedo, Brogliano e Trissino, attualmente non facenti parte di alcuna Unione Montana.

L’intento, come spiegato dall’Assessore Calzavara e dalla dott.ssa Giulia Millevoi, direttrice dell’Unione Operativa regionale Enti Locali e Associazionismo, è quello di armonizzare questi accorpamenti con altre suddivisioni amministrative esistenti, come gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e le Intese Programmatiche di Area (IPA), per garantire una maggiore coerenza nella gestione del territorio.

Criticità e Dubbi Sollevati dai Sindaci

Se da un lato la Regione sottolinea i benefici di una minore frammentazione amministrativa, dall’altro alcuni sindaci hanno espresso dubbi sull’efficacia del piano. Diverse perplessità sono emerse in merito alla compatibilità tra i confini degli ATS e IPA e le reali necessità delle aree montane, che spesso presentano dinamiche territoriali e sociali differenti.

Inoltre, alcuni amministratori locali hanno manifestato preoccupazione per il possibile stravolgimento della continuità storica, orografica e culturale dei comuni interessati. Alcuni temono che il nuovo assetto possa minare le collaborazioni già consolidate tra enti limitrofi e che si perda l’entusiasmo maturato nel tempo con il passaggio dalle comunità montane alle attuali Unioni.

Anche Mosè Squarzon, presidente dell’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti e sindaco di Monte di Malo, ha espresso dubbi sulla proposta:

“La chiusura di Recoaro e Valdagno mi sembra inappropriata. Abbiamo raggiunto ottimi risultati con questi due comuni proprio per la prossimità che esiste nella fascia montana in cui Monte di Malo fa da anello di congiunzione. Mi chiedo inoltre se non fosse possibile orientare i fondi FOSMIT anche alla gestione della parte corrente e quindi al personale delle Unioni Montane, per sostenere al massimo le loro potenzialità con un’adeguata presenza di professionalità dedicate.”

Un aspetto che ha trovato ampio consenso tra i partecipanti è stata la necessità di maggiore personale qualificato, compreso un direttore regolarmente retribuito per le Unioni Montane, considerato un elemento cruciale per garantire una gestione efficace delle risorse e dei progetti territoriali.

Il Percorso di Confronto: Decisione Finale Entro Novembre 2025

L’incontro di Schio è stato il primo di sei appuntamenti previsti nell’area vicentina. La Regione ha sottolineato che non vi è alcuna intenzione di imporre soluzioni predefinite, ma piuttosto di avviare un confronto costruttivo con gli enti locali.

Nei prossimi mesi verranno istituiti tavoli di lavoro dedicati, dove ogni amministrazione avrà modo di esprimere le proprie proposte e soluzioni alternative. L’obiettivo della Regione è arrivare a una sintesi condivisa entro novembre 2025, definendo un nuovo assetto territoriale che possa garantire servizi più efficienti per le comunità montane vicentine.

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