Gli italiani e il sesso: quello che non sapevamo di noi stessi

di Redazione · Marzo 25, 2026

Più sesso nelle coppie che tra i single. La luna piena che rende fertili. Il ménage à trois di massa. Il Censis ha aperto un cassetto che nessuno si aspettava

 

Il Censis — l’istituto che da sessant’anni misura l’Italia com’è davvero — ha appena pubblicato una grande ricerca sui comportamenti sessuali degli italiani. L’ultima volta lo aveva fatto nel 2000. In mezzo c’è un quarto di secolo, e ciò che è cambiato non è soltanto il modo in cui gli italiani fanno sesso. È il modo in cui si raccontano. E la distanza tra le due cose è, a tratti, sbalorditiva.
Partiamo dall’inaspettato. Chi fa più sesso in Italia? I single, verrebbe da rispondere. Quelli senza legami, senza orari, senza il peso della routine domestica. Sbagliato. Chi fa più sesso in Italia sono le coppie stabili. Un italiano su tre in coppia fa sesso due o tre volte a settimana. Tra i single, quella percentuale crolla all’8%. Quasi un single su tre non fa sesso mai, o quasi mai. La libertà, evidentemente, non è un afrodisiaco. Lo è, invece, la fiducia. L’intimità costruita nel tempo. La conoscenza reciproca che abbassa le difese e alza il desiderio. Il letto coniugale, insomma, è molto meno noioso di quanto la cultura popolare abbia raccontato per decenni.
Ma il dato che davvero lascia senza parole riguarda non ciò che gli italiani fanno, bensì ciò che non sanno. Uno su cinque non sa con certezza se durante le mestruazioni si possa restare incinti. Quasi uno su tre non sa se la pillola anticoncezionale possa causare infertilità. Il 9% è convinto che nelle notti di luna piena le donne siano più fertili. L’8% crede che gli spermatozoi nell’uomo siano in numero limitato e vadano quindi conservati con parsimonia — una credenza che avrebbe fatto ridere Galeno. Fin qui, potremmo pensare: scarsa istruzione, periferie culturali. E invece no. Anche tra i laureati le percentuali sono imbarazzanti. La laurea protegge dall’ignoranza sessuale molto meno di quanto si penserebbe.
È questo il paradosso più italiano del rapporto: un Paese che fa sesso con crescente disinvoltura e varietà — ménage à trois, pratiche un tempo considerate estreme, sperimentazione nelle coppie consolidate — non sa quasi nulla del corpo con cui lo fa. Si è imparato tutto sul piacere. Non si è imparato quasi niente sulla biologia. Come se l’educazione sessuale si fosse fermata al “come si fa” senza mai arrivare al “come funziona”.
E poi c’è la questione maschile, che il rapporto affronta con una franchezza rara. I maschi italiani, soprattutto i più giovani, sono in difficoltà. Non per arretratezza culturale, non per nostalgia della supremazia perduta: per disorientamento genuino. Le donne hanno accelerato — più partner, più libertà, più separazione tra sesso e sentimento — e gli uomini faticano a stare dietro a una trasformazione che non hanno guidato. Il paradosso, anche qui, è sottile: le donne che si sono emancipate non hanno inventato nuovi modelli relazionali. Hanno adottato quelli maschili tradizionali — la logica del cacciatore, la separazione tra corpo e cuore — lasciando i maschi a chiedersi dove si trovano adesso, ora che il copione è cambiato e nessuno gli ha consegnato il nuovo.
Infine, la frontiera digitale. Gli italiani non sanno se fare sesso a pagamento su internet sia prostituzione o lavoro. Letteralmente non lo sanno: il 43% non ha un’opinione definita su chi si esibisce in atti sessuali col partner online dietro compenso. Non è indifferenza. È che le categorie morali e giuridiche che abbiamo ereditato non reggono più di fronte a pratiche che non hanno ancora un nome condiviso. Il corpo è diventato contenuto, l’intimità è diventata prodotto, e la società guarda tutto questo con uno sguardo sospeso tra il giudizio e l’assoluzione, incapace di entrambi.
Quello che il Censis ha fotografato, in fondo, è un Paese che corre più veloce dei propri strumenti di comprensione. Che sperimenta prima di capire, che vive prima di sapere, che cambia prima di avere le parole per raccontare il cambiamento. Un Paese antico e modernissimo allo stesso tempo. Come sempre.​​​​​​​​​​​​​​​​

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