La nuova campagna di Sony Pictures per il film Here: un’esperienza immersiva e la forza delle “living stories”

di Arrigo Abalti · Ottobre 28, 2024

Sony Pictures ha lanciato una campagna promozionale innovativa per l’attesa pellicola Here, diretta da Robert Zemeckis e interpretata da Tom Hanks e Robin Wright, in uscita negli Stati Uniti il 1° novembre. Il film, basato sulla graphic novel di Richard McGuire, esplora la storia di una casa attraverso il tempo, raccontando le vite e le storie di generazioni di famiglie che si sono susseguite nello stesso luogo. Questo punto fisico, “qui,” diventa una finestra su epoche diverse e sulle vite intrecciate di coloro che lo hanno abitato.

Nella campagna promozionale, Sony Pictures invita gli utenti a esplorare questo concetto di “qui” attraverso un’esperienza interattiva basata su Google Maps Platform. Compilando un form e inserendo un indirizzo, gli utenti possono accedere a una mappa immersiva che svela le storie nascoste dietro un luogo, offrendo la possibilità di condividere e navigare tra i ricordi e le narrazioni personali legate a spazi familiari. È un viaggio nel tempo che connette la dimensione individuale a quella collettiva, dando vita a storie “viventi” che rendono omaggio alle memorie e all’identità legate agli spazi.

Il valore strategico dello storytelling per le aziende

La campagna di Sony Pictures riflette una tendenza più ampia, evidenziata dalla recente ricerca dell’agenzia Bea e dell’Università IULM, secondo cui le “living stories” stanno diventando un elemento chiave nella comunicazione d’impresa. Secondo Stefania Romenti e Luciano Massa, che hanno presentato l’indagine in anteprima sul Sole 24 Ore, la narrazione strategica non è solo un mezzo per intrattenere, ma uno strumento potente per orientare il business. Come afferma Marco Bardazzi, Presidente di Bea, “Il punto di partenza è l’autenticità, che richiede una solida cultura aziendale e valori condivisi. Una narrazione aziendale forte è come una ‘grand strategy’ che indirizza il percorso di crescita di un’organizzazione.”

Le aziende di successo comprendono l’importanza di coltivare una “grand narrative” che non solo racconti la loro storia, ma che rifletta i valori e la visione futura, creando una connessione emotiva con i consumatori. In un’epoca in cui gli effetti speciali e le immagini spettacolari dominano i media, le imprese riscoprono il potere delle storie autentiche per creare legami più duraturi e significativi.

Content factory e l’importanza dei dati nello storytelling aziendale

La ricerca sottolinea anche l’importanza delle “content factory,” strutture integrate che permettono alle aziende di ottimizzare l’intero processo di creazione e gestione dei contenuti. Dall’analisi dei dati di mercato alla produzione e distribuzione dei contenuti, le content factory permettono alle organizzazioni di essere agili e reattive rispetto alle esigenze dei loro pubblici. Come osserva Elie Ohayon su Forbes, “Le content factory offrono agli inserzionisti una comprensione più precisa dei pubblici e dei formati più performanti, in un contesto in cui l’uso dei dati di terze parti è sempre più complesso.”

Anche McKinsey evidenzia come l’integrazione tra storytelling e dati sia cruciale per la crescita aziendale: le aziende che combinano narrazione e analisi dei dati registrano un tasso di crescita del business doppio rispetto alle altre. Le storie, se ben costruite, diventano una risorsa strategica che non solo comunica valori e mission, ma contribuisce attivamente ai risultati economici.

L’importanza di una narrazione diffusa e integrata

Per rendere lo storytelling veramente efficace, le aziende devono adottare un approccio integrato che coinvolga l’intera organizzazione. Bardazzi sottolinea l’importanza di avere team redazionali diffusi all’interno delle aziende, capaci di raccogliere feedback sia dai dipendenti sia dai pubblici esterni, integrando la narrazione aziendale con una funzione organizzativa centralizzata ma anche permeabile alle influenze di tutte le aree del business.

La campagna di Sony Pictures per Here dimostra l’efficacia di un approccio innovativo allo storytelling, che non solo promuove un film, ma crea un’esperienza interattiva che collega le storie individuali a una narrazione più ampia. In un mondo sempre più orientato alla digitalizzazione e all’interazione, le “living stories” rappresentano un modo autentico e strategico di valorizzare le esperienze personali, arricchendo il significato di ogni “qui” nel tempo e nello spazio.

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