Ospedale di Santorso: donazione di fegato da una donna di 93 anni

di Redazione · Gennaio 8, 2025

È la donatrice più anziana in Veneto e la seconda in Italia

Una donna di 93 anni, deceduta all’ospedale di Santorso a seguito di un danno cerebrale irreversibile, è diventata protagonista di un evento straordinario: il suo fegato è stato prelevato e trapiantato con successo presso l’Azienda Ospedaliera di Verona. Si tratta della donatrice di organi più anziana nella storia del Veneto e della seconda in Italia, pari merito con un uomo di Firenze, mentre il record assoluto appartiene a un donatore torinese di 94 anni.

Donare oltre i 90 anni: un caso raro ma possibile

“Non esiste un limite d’età per la donazione di fegato, a differenza di cuore e polmoni,” spiega il dottor Luigi Ongaro, Direttore dell’U.O.C. Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Alto Vicentino. “Il fattore cruciale è la funzionalità dell’organo, che in questo caso si presentava ancora eccellente.” Con il consenso dei familiari, è stata avviata la complessa procedura di accertamento e prelievo: la paziente è stata trasferita dalla Neurologia alla Rianimazione per preservare il fegato, mentre si svolgevano le verifiche mediche e legali necessarie.

Un intervento impegnativo e coordinato

“L’età avanzata della donatrice ha richiesto uno sforzo straordinario,” aggiunge il dottor Alessandro Sartori, coordinatore locale per i trapianti. “Un’équipe di tre specialisti ha lavorato per 11 ore, con il supporto di Radiologia e Anatomia Patologica, per garantire che l’organo fosse idoneo al trapianto. Ogni parametro vitale è stato monitorato con estrema attenzione, intervenendo tempestivamente per preservare le condizioni ottimali.”

Un gesto di straordinaria generosità

L’intervento si è concluso con il successo del trapianto a Verona, dando nuova speranza a un paziente in lista d’attesa. Il Direttore Generale Carlo Bramezza ha sottolineato il valore umano e clinico dell’evento: “Questa è una storia di straordinaria generosità. Ringrazio i familiari della donatrice per la loro scelta e tutto il personale medico per la dedizione e la competenza dimostrata. Un risultato senza precedenti che conferma l’eccellenza della sanità veneta.”

Questo caso rappresenta un messaggio di speranza e solidarietà, dimostrando che la vita può continuare a essere donata, anche oltre i limiti che sembrano invalicabili.

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