Nel 2050 saremo vecchi, soli e ordinati per capienza

di Redazione · Luglio 28, 2025

Nel 2050 saremo meno. Saremo più vecchi. Saremo più soli

 

Ma, per fortuna, saremo molto ben distribuiti. Ce lo dice l’ultima previsione dell’Istat, aggiornata al 2024: la popolazione italiana scenderà sotto i 55 milioni, con un calo di 4 milioni di anime (o codici fiscali). Un terzo sarà over 65, il 41% vivrà da solo, il Sud si svuoterà, il Nord si manterrà, e la famiglia – come la conoscevamo – finirà in un grafico a barre. È la vendetta del dato.

Un tempo ci commuovevamo per le lettere dei nonni. Ora ci commuoviamo leggendo che entro il 2080 il Mezzogiorno perderà 7,9 milioni di abitanti, e ci chiediamo chi pagherà la mensa scolastica se i bambini saranno l’11%. Spoiler: nessuno, perché la scuola sarà una sede di seggio sempre aperta. I numeri sono certi, ma educati. L’Istat, come sempre, ci offre anche lo scenario ottimista: nel Nord, forse, potremmo guadagnare 1,1 milioni di residenti. Ma solo “nello scenario superiore dell’intervallo di confidenza”. Che, per chi non fa statistica, è il modo elegante per dire: succede solo se va tutto bene. E non va mai tutto bene. Il Sud, invece, non ha nemmeno l’intervallo. Ha il buio demografico. Nel 2030 – che è dopodomani – si perderà l’equivalente di una città al mese. Nel 2050, di una regione. Nel 2080, potremmo avere più sagre che nascite. Saremo sempre più anziani. Saremo longevi, certo. Ma anche senza figli, senza nipoti, senza coinquilini. E questo non per scelta, ma per aritmetica. Il dato più poetico (e tragico) è che nel 2050 una famiglia su due sarà composta da una persona sola. Si chiamerà famiglia anche quella. Come le bollette intestate a una sola voce. O i portachiavi da monolocale. La politica dice che servono correttivi. La statistica dice che è tardi. Serve immigrazione, ma integrata. Serve natalità, ma retribuita. Serve un disegno di Paese, ma non ci sono più i disegnatori. Resta solo l’algoritmo. E le curve che scendono. Invecchiare non è il problema. Il problema è invecchiare come stiamo invecchiando noi: da soli, in un appartamento silenzioso, guardando il Nord tenere e il Sud svanire.

Il tutto mentre le curve demografiche diventano pareti su cui appendere la nostalgia.

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