di Redazione · Maggio 6, 2025
La consigliera Luisetto (PD) ha ricevuto la delegazione arzignanese se che chiede l’inserimento del comune nella Zona Rossa
È stata consegnata ieri a palazzo Ferro Fini una petizione firmata da 755 cittadini di Arzignano che chiedono l’estensione dello screening gratuito per rilevare la presenza di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nel sangue. La delegazione arzignanese, composta dal Segretario del Circolo PD Luca Lazzaroni, dal componente del Direttivo Mario Bedin e dal Capogruppo Dem in Consiglio comunale e consigliere provinciale Diego Zaffari, è stata ricevuta dalla consigliera regionale del Partito Democratico Chiara Luisetto e dal Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti.
“Le firme raccolte sono davvero importanti in quanto attestano l’esigenza, espressa dalla popolazione, di essere tutelata nella propria salute”, ha dichiarato la consigliera Luisetto. “Sappiamo quale impatto significativo abbiano i Pfas sulla salute dei cittadini veneti e, in particolare, di quelli residenti nella Zona Rossa. I firmatari chiedono di essere informati sullo stato del loro sangue e, quindi, della loro salute”.
La petizione, che sarà trasmessa alla Quinta commissione consiliare permanente, competente in materia sanitaria, e all’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, contiene anche la richiesta di inserimento del comune di Arzignano all’interno della Zona Rossa. Tale richiesta trova fondamento nei risultati di un’indagine condotta da Greenpeace, che evidenzierebbe la necessità di approfondire gli effetti nocivi dei Pfas sulla salute pubblica nel territorio arziginanese.
“I cittadini di Arzignano chiedono di essere rassicurati e di poter condurre una vita più tranquilla”, ha aggiunto Luisetto, sottolineando come la popolazione locale richieda le stesse tutele già adottate in altri comuni della provincia berica.
Luca Lazzaroni, Segretario del Circolo PD di Arzignano, ha posto l’accento sulla “necessità di dare risposte ai cittadini arzignanesi, che chiedono di sapere come stiano effettivamente le cose, attraverso lo screening gratuito del loro sangue per accertare l’eventuale presenza di sostanze perfluoroalchiliche. Come già avvenuto in altri comuni della Provincia berica”.
La vicenda si inserisce nel più ampio contesto dell’emergenza Pfas che da anni interessa il territorio veneto, con particolare attenzione alle zone classificate a maggior rischio di contaminazione.




