Addio a Rino Dondi Pinton, l’inventore del Cynar: un simbolo veneto ci lascia a 103 anni

di Arrigo Abalti · Marzo 3, 2025

Il Veneto e l’Italia intera salutano con commozione Rino Dondi Pinton, l’uomo che ha dato vita a uno dei liquori più iconici del nostro Paese, il Cynar. Si è spento sabato 1 marzo nella sua Padova, all’età venerabile di 103 anni, lasciando un’eredità che va ben oltre il gusto unico dell’amaro al carciofo da lui ideato. Una storia di intuizione, genialità e legame profondo con la sua terra, che ha fatto di lui un simbolo del boom economico e della creatività italiana.

Nato nel quartiere Arcella di Padova, Dondi Pinton entrò giovanissimo nel mondo della distilleria. A soli 27 anni, mentre lavorava come responsabile di produzione alla G.B. Pezziol, distilleria di proprietà dei fratelli Dalle Molle, ebbe l’idea rivoluzionaria di creare un amaro-digestivo a base di carciofo. Era il 1950, un’Italia in pieno fermento post-bellico cercava novità e prodotti che unissero piacere e benessere. Con i Dalle Molle, Rino trasformò questa intuizione in realtà: nacque così il Cynar, un liquore che conquistò i bar e le case degli italiani grazie al suo sapore inconfondibile e alle proprietà benefiche della cynarina, il principio attivo del carciofo.

Il vero successo arrivò negli anni ’60, quando una campagna pubblicitaria geniale lo consacrò nell’immaginario collettivo. Chi non ricorda Ernesto Calindri, seduto a un tavolino in mezzo al traffico caotico, mentre sorseggiava un Cynar “contro il logorio della vita moderna”? Quello slogan, semplice ma incisivo, trasformò il liquore in un’icona generazionale, un simbolo di convivialità e di una società in trasformazione. Dondi Pinton, con la sua creazione, seppe cogliere lo spirito di un’epoca, portando il Veneto e Padova sotto i riflettori nazionali e internazionali.

La sua vita, lunga e intensa, è stata costellata di riconoscimenti. Nel 2021 il sindaco di Padova lo insignì del titolo di “Padovano Eccellente”, mentre nel 2022 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli conferì l’onorificenza di “Cavaliere di Gran Croce”, un tributo alla sua straordinaria carriera e al suo contributo culturale ed economico. Fino all’ultimo, Rino è rimasto lucido e legato alla sua città, raccontando con orgoglio la genesi del Cynar: “Volevamo qualcosa da bere insieme che facesse anche bene”, spiegava in un’intervista al Corriere del Veneto, ricordando i viaggi in Giappone, Parigi e Brasile per promuovere la sua creatura.

Oggi il Cynar vive una seconda giovinezza, apprezzato dai giovani nelle varianti dello spritz e ancora protagonista della cultura del bere italiano. La ricetta, custodita gelosamente, resta un mistero, ma il suo sapore continua a raccontare la storia di un uomo che ha saputo trasformare un’intuizione in un fenomeno globale. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, lo ha ricordato così: “Un protagonista di un secolo, un simbolo della nostra regione, geniale e visionario”.

A Vicenza, come in tutto il Veneto, il nome di Rino Dondi Pinton resterà sinonimo di tradizione e innovazione. La redazione di Buongiorno Vicenza si unisce al cordoglio della famiglia e di chi lo ha conosciuto, alzando idealmente un bicchiere di Cynar in suo onore. Contro il logorio della vita moderna, sì, ma anche contro il passare del tempo, che non ha mai scalfito il suo spirito indomito. Buon viaggio, Rino.

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