Arzignano, il candidato c’è. La partita (forse) comincia adesso

di Redazione · Aprile 10, 2026

Il Pd sceglie Lazzaroni, Masiero non è più solo. Fracasso in pole come capolista. E la Lega resta muta

 

Alla fine il Pd ha fatto il Pd.

Ha preso un uomo che c’era già, che conosce le stanze e i corridoi, che non ha bisogno di presentazioni interne. Luca Lazzaroni è il candidato sindaco. Nessun colpo di teatro, nessuna deviazione. Una scelta ordinata, quasi inevitabile.

Ma ad Arzignano, dove per settimane si è respirata aria di campagna elettorale a metà, questa normalità diventa notizia. Perché significa una cosa sola: Riccardo Masiero, da oggi, ha un avversario.

Lazzaroni è il classico profilo che non spacca ma tiene. Diplomato in chimica conciaria, una vita nel distretto, oggi in pensione. Famiglia, militanza lunga, approdo al Partito Democratico fino alla guida del circolo “Sergio Pellizzari”. Non un candidato da costruire, ma uno già pronto, già dentro il sistema.

La presentazione davanti all’ospedale Cazzavillan, sabato mattina, è una scenografia che dice tutto senza dire troppo: sanità, comunità, radicamento. È il Pd che torna a parlare la lingua del territorio, senza forzature.

E poi c’è il resto, che conta almeno quanto la candidatura.

Nel centrosinistra prende forma anche la squadra. Il nome che circola con più insistenza è quello di Stefano Fracasso come capolista. Una figura che, se confermata, aggiunge peso politico e amministrativo alla lista, e dà un segnale preciso: non solo testimonianza, ma ambizione di governo.

Dall’altra parte, Masiero continua il suo percorso, forte di una coalizione costruita in anticipo. Ma dentro quella coalizione qualcosa non torna del tutto.

La Lega non parla. Non si espone. Non si vede.

E in politica, soprattutto a livello locale, il silenzio non è mai neutro. È attesa, è cautela, a volte è disagio. Di certo, è un vuoto che si nota.

Così Arzignano entra davvero nella sua campagna elettorale. Due candidati, una squadra che prende forma, una coalizione che deve ancora chiarirsi.

Il copione, per ora, è semplice. Ma le pause – quelle sì – iniziano a dire molto di più delle battute.

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