Ats, il Pd: “Bene la suddivisione, ma permangono criticità gravi”

di Redazione · Aprile 5, 2025

Luisetto, Camani e Bigon: “Dimensioni eccessive, fondi insufficienti e incertezze sul personale. La Regione non può lavarsene le mani”

 

La recente suddivisione degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) nelle aree di Padova e Verona, pur rappresentando un passo atteso da tempo, lascia aperti numerosi interrogativi. A sollevarli sono le consigliere regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto, Vanessa Camani e Anna Maria Bigon, che avevano già sostenuto la necessità di un riassetto attraverso due ordini del giorno approvati all’unanimità dal Consiglio regionale.

“È un passaggio dovuto – dichiarano le esponenti dem – ma non risolve le criticità che abbiamo da subito evidenziato e che oggi restano tutte sul tavolo. I 24 Ats disegnati dalla Regione non rispecchiano le reali esigenze dei territori. Abbiamo aree monstre come quella di Treviso, con 400 mila abitanti, o Vicenza con 300 mila, che accorpano realtà profondamente diverse per storia, servizi, geografia. Non si può parlare di prossimità in questi casi”.

Secondo le tre consigliere, la configurazione attuale rischia di essere un freno alla qualità dei servizi: “Ci sono Comuni che stanno già valutando l’ipotesi di creare sub-ambiti, pur non previsti dalla legge, per tentare di gestire meglio queste dimensioni eccessive”.

Ma le criticità non finiscono qui. Il timing imposto dalla Regione, che ha lasciato ai Comuni un solo anno per definire assetti e procedure, è ritenuto irrealistico: “Dopo 25 anni di attesa per istituire gli ATS – sottolineano Luisetto, Camani e Bigon – non è accettabile che ora l’accelerazione si scarichi tutta sui Comuni, già alle prese con mille difficoltà”.

Un altro nodo riguarda la forma giuridica suggerita dalla Regione, che starebbe generando confusione e apprensione tra il personale, in particolare tra le assistenti sociali. A questo si aggiunge l’incertezza sulle risorse economiche: “I finanziamenti garantiti fino al 2026 sono insufficienti – spiegano le consigliere – e manca completamente una visione di lungo periodo. Non possiamo permetterci di fallire su un tema come questo, perché parliamo della qualità della vita e dell’accesso ai servizi per le persone più fragili”.

L’appello finale è rivolto alla Giunta regionale: “La Regione non può accontentarsi di un nuovo disegno di suddivisione. Deve assumersi la responsabilità di sostenere economicamente, accompagnare e garantire supporto strutturale ai nuovi ATS, affinché siano davvero presidi di prossimità, accessibili e funzionali”.

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