Onoda sul Brenta

di Arrigo Abalti · Novembre 2, 2026

A Bassano Fratelli d’Italia ritira la mozione contro Campagnolo e fa pace con Finco. Elena Pavan rientra nei ranghi. Fuori resta Stefano Giunta, che secondo le voci non avrebbe alcuna intenzione di deporre le armi

La guerra di Bassano è finita a fine ottobre, in consiglio comunale, con un foglio letto ad alta voce. A leggerlo è stata Elena Pavan: Fratelli d’Italia ritirava la mozione con cui chiedeva di togliere le deleghe alla sicurezza all’assessore Alessandro Campagnolo. Nicola Finco aveva posto l’aut aut, la mozione o la maggioranza, e il partito ha scelto la maggioranza. Quella sera è rimasta vuota una sola sedia, quella del capogruppo Stefano Giunta, primo firmatario della mozione.

Nei giorni successivi la tregua sarebbe diventata pace. Tra il partito e il sindaco tutto sembra rientrato, e si lavora a un rinnovato patto di collaborazione. Pavan, che con Finco aveva avuto più di una frizione, avrebbe ripreso il suo posto.

Era stata una guerra vera. A settembre i gruppi di maggioranza avevano dichiarato Giunta fuori dal perimetro politico, e a sostegno avevano messo in fila due anni di episodi: il documento su Pavan dell’autunno 2024, le critiche alla riorganizzazione della Polizia locale, la richiesta di dimissioni di Campagnolo, l’astensione sull’assestamento di bilancio. Fratelli d’Italia aveva risposto lasciando il tavolo.

Ora l’armistizio è firmato. Resta da capire se la notizia sia arrivata a tutti.

Hiroo Onoda era un sottotenente dell’esercito imperiale giapponese. Sull’isola filippina di Lubang continuò a combattere per ventinove anni dopo la resa del suo Paese, e i volantini che annunciavano la fine della guerra li considerava propaganda nemica. Uscì dalla giungla solo nel 1974, quando il suo vecchio comandante, il maggiore Yoshimi Taniguchi, andò di persona a revocargli l’ordine. Werner Herzog ne ha fatto un romanzo, Il crepuscolo del mondo, in cui la guerra finisce per diventare un modo di stare al mondo.

All’ombra del Ponte si dice che Giunta i volantini li abbia ricevuti e non li abbia letti. Se dal partito arrivasse l’indicazione di allinearsi al nuovo corso, lui, a quanto si racconta, non sarebbe disponibile. Andrebbe avanti per la sua strada, che da due anni è quella della contestazione aperta all’amministrazione di cui fa parte. A Bassano c’è un Giunta che fa opposizione alla giunta, e non sembra deciso a smettere.

La sua battaglia non era cominciata con la mozione, e non finisce con il suo ritiro. Pavan è rientrata perché il suo conflitto era con il sindaco. Quello di Giunta, a giudicare dall’elenco che la maggioranza gli ha messo davanti a settembre, riguarda il bilancio, la sicurezza, la Polizia locale: tutto quello che un’amministrazione fa.

Davanti a lui le voci indicano due strade. La prima è restare a Lubang, dentro Fratelli d’Italia ma in guerra con la maggioranza che il suo partito ha appena deciso di sostenere. È la condizione del sottotenente Innocenzi, l’Alberto Sordi di Tutti a casa, che dopo l’8 settembre non capiva più contro chi stesse combattendo.

La seconda porta a Vicenza. Lì il suo vecchio amico Giorgio Conte ha lasciato Fratelli d’Italia e in consiglio comunale ha dato vita, con Ivan Danchielli, agli Indipendenti di Destra. Sarebbe un’uscita dalla giungla senza resa: si cambia divisa e si tiene il fucile.

Sono voci, e come tali vanno prese. Ma nelle voci, di solito, qualcosa di vero c’è sempre.

Per ora nessuno è salito a Lubang con l’ordine scritto. Onoda uscì quando arrivò l’unico ufficiale a cui riconosceva il diritto di comandarlo. Fratelli d’Italia dovrà chiedersi se ne ha uno, per Giunta.

Perché una pace firmata da tutti tranne uno non è una pace: è una tregua con una sentinella che continua a sparare.

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