Taniche di benzina nel capannone in fiamme. Sul rogo del sindaco di Malo indaga anche la Digos

di Redazione · Luglio 13, 2026

Distrutta nella notte la Marsetti Gomme di Isola Vicentina. Il ritrovamento di taglie di carburante accanto a un ingresso indirizza gli investigatori verso il dolo. A marzo il primo cittadino aveva trovato sull’auto un biglietto: «Ti facciamo saltare in aria». Solidarietà da Stefani, Zaia e Bizzotto

 

Un violento incendio ha distrutto nella notte tra domenica e lunedì il capannone della «Marsetti Gomme Srl», in via Europa, nella zona industriale di Isola Vicentina. L’azienda, specializzata nel commercio di pneumatici, è di proprietà della famiglia di Moreno Marsetti, sindaco di Malo e consigliere provinciale, riconfermato alla guida del Comune alle amministrative dello scorso maggio. L’allarme è scattato attorno all’una e mezza; numerose squadre dei vigili del fuoco, con i distaccamenti di Schio e Thiene, hanno lavorato per ore fino alla bonifica conclusa in mattinata. Non si registrano feriti, ma i danni sono ingentissimi e ancora da quantificare: il fabbricato è inagibile e gran parte delle attrezzature è andata distrutta.

Con il passare delle ore lo scenario si è precisato. Accanto a uno degli ingressi dell’azienda sono state trovate e sequestrate alcune taniche di benzina: un elemento che ha spostato le indagini con decisione verso la pista dolosa. L’intera struttura è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria per consentire i rilievi tecnici, che dovranno confermare l’origine del rogo e i suoi tempi.

Le indagini sono affidate ai carabinieri, ma sul caso lavorano anche gli agenti della Digos, che già seguivano la posizione di Marsetti. Il primo cittadino, infatti, era finito nel mirino nei mesi scorsi: alla fine di marzo aveva trovato sul cruscotto della propria auto — parcheggiata a pochi passi dal municipio — un biglietto con una minaccia esplicita, «Ti facciamo saltare in aria l’auto con te dentro». All’epoca l’ipotesi degli inquirenti collegava l’intimidazione alla linea dura del sindaco contro le baby gang del territorio. Ora gli investigatori dovranno stabilire se tra quelle minacce e l’incendio esista un filo.

Raggiunto dopo i primi rilievi, Marsetti non ha usato mezzi termini: «Si tratta di una intimidazione mafiosa, qualcuno ha dato fuoco alla mia azienda». Una lettura che resta, allo stato, una sua valutazione personale: sul movente gli accertamenti sono soltanto all’inizio.

Numerose le manifestazioni di solidarietà, trasversali agli schieramenti. Il presidente della Regione Alberto Stefani ha espresso «solidarietà istituzionale e umana» al sindaco, ringraziando vigili del fuoco, soccorritori e tecnici Arpav «per il sollecito intervento che ha evitato problemi ancora maggiori». Al primo cittadino sono arrivate anche le parole del presidente del Consiglio regionale Luca Zaia e della senatrice della Lega Mara Bizzotto, sottosegretaria al Ministero delle Imprese, che ha parlato di «episodio gravissimo» auspicando che «venga fatta piena luce il prima possibile».

Restano, per ora, un capannone fuori uso, le taniche sotto sequestro e un’indagine aperta su due fronti — carabinieri e Digos. Saranno i rilievi delle prossime ore a dire se dietro le fiamme di via Europa ci sia la stessa mano che a marzo aveva lasciato quel biglietto sull’auto del sindaco.

Al sindaco Marsetti la solidarietà di tutta la nostra redazione.

 

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