De Sanctis sceglie Masiero

di Arrigo Abalti · Marzo 19, 2026

Ad Arzignano il Campo Largo al contrario

 

La settimana scorsa hanno battezzato la lista  “Assieme per Arzignano”. Si presenta come lista della società civile. È, nei fatti, un pezzo del progressismo locale che attraversa il campo e va a sostenere un candidato di centrodestra. Toto De Sanctis è il fatto politico di oggi — non Riccardo Masiero, che accoglie.

La notizia non è che Riccardo Masiero ha un’altra lista civica con lui. La notizia è chi c’è dentro quella lista. Antonio De Sanctis, detto Toto, non è un pezzo della destra arzignanese che si veste da civico per sembrare più presentabile. È qualcosa di più interessante, e di più scomodo: è un esponente riconoscibile di quell’area progressista, laica, colta, che ad Arzignano ha sempre guardato dall’altra parte rispetto al centrodestra. E oggi è lì, sotto il cappello di “Assieme per Arzignano”, a costruire il campo largo di un candidato sostenuto da FdI e Forza Italia. Con la Lega ancora in sala d’attesa.

Tradotto: Masiero non ha convinto solo il centrodestra. Ha convinto pezzi dell’altro campo ad andare con lui. Questo, ad Arzignano, non è normale. Questo è politica.

«Il centro non è dove stai. È dove ti muovi.»

— ASSIOMA NON SCRITTO DELLA PRIMA REPUBBLICA

Bisogna capire chi è De Sanctis per capire il peso di questa mossa. Assessore alla Cultura con Gianfranco Signorin, il più votato della lista Zaffari nel 2024 con quasi trecento preferenze, vicepresidente del Consiglio comunale. Non è un outsider né un ex. È uno che conosce la macchina, sa dove sono le leve, e soprattutto sa leggere il momento. E il momento — questa è la sua lettura — dice che Arzignano non ha bisogno di una ricomposizione ideologica. Ha bisogno di qualcuno che sappia governare una nuova fase. Masiero sa governare. Il resto sono sfumature.

È una lettura che fa male a una parte del centrosinistra locale, che dovrà fare i conti con una domanda scomoda: se Toto — uno dei vostri, uno stimato, non un traditore da operetta — ha deciso di attraversare il campo, forse il campo non era poi così compatto. Forse il problema non è Masiero. Forse il problema è che dall’altra parte non c’è ancora un’alternativa che valga il prezzo dell’opposizione.

La lista “Assieme per Arzignano” si presenta con il lessico della società civile — partecipazione, concretezza, programma condiviso, persone prima dei partiti. È il registro giusto per non spaventare chi viene da culture politiche diverse. Ma le parole della società civile, in questo caso, coprono una scelta di campo netta: quella di stare con Masiero contro chiunque si presenti a sinistra. Non è ipocrisia. È strategia. Ed è una strategia che funziona, perché mescola legittimità trasversale con forza di coalizione.

«Chi cambia idea non è un traditore. È uno che ha aggiornato la mappa.»

— RIFORMULAZIONE LIBERA DA MONTAIGNE, SAGGI

Masiero, dal canto suo, incassa senza straparlare. Questo è il suo stile: 769 preferenze nel 2024, nessuno come lui, e non l’ha mai usato come clava. Si è mosso con pazienza, ha aspettato che la crisi di dicembre — il siluramento dal vicesindacato, le dimissioni davanti al notaio, il commissario prefettizio Teresa Inglese che prende le chiavi del Comune — producesse le condizioni giuste. Adesso quelle condizioni ci sono, e lui è lì, al centro di una coalizione che va dal civismo progressista di De Sanctis alla destra meloniana di FdI.

Resta una domanda. Non per Masiero — lui sa già dove va. Per De Sanctis. Un uomo con la sua storia, con i suoi riferimenti culturali, con il suo modo di fare politica come servizio e non come specchio — come si sentirà tra sei mesi, quando la campagna elettorale chiederà a tutti di scoprire le carte? La società civile regge fino all’urna. Dopo l’urna, comincia la politica vera. E la politica vera, ad Arzignano come ovunque, non perdona le ambiguità. Le usa.

Per oggi, però, il titolo è uno solo: De Sanctis ha scelto Masiero. Il campo largo del Grifo ha un alfiere inatteso. E la sinistra arzignanese deve ancora decidere se arrabbiarsi o capire. O forse le va bene così. Ma questo, come dice il poeta, lo scopriremo solo vivendo.

CONDIVIDI SU

[wpzoom_social_icons id="12577"]