di Redazione · Ottobre 5, 2025
La Cgia di Mestre fotografa la mappa della soddisfazione lavorativa: Trento, Aosta e Bolzano in vetta, il Sud in fondo. Nel mezzo il Veneto, dove il benessere è aziendale ma non sempre personale
In Italia, anche la felicità ha la sua altitudine. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, basata sui dati Bes-Istat 2023, i territori dove si lavora più volentieri sono Aosta, Trento e Bolzano: tutti in alta montagna, dove oltre sei lavoratori su dieci dichiarano di “amare il proprio lavoro”. Un verbo, “amare”, che nel linguaggio del lavoro suona quasi romantico. Ma dice una cosa semplice: lì dove la vita e la comunità sono ancora intrecciate, il lavoro non è solo un mezzo di sostentamento, è parte dell’identità collettiva. In cima alla classifica ci sono quindi le province alpine; in fondo, le regioni del Sud. Campania, Basilicata e Calabria chiudono la graduatoria con meno della metà dei lavoratori soddisfatti.
È la solita Italia spezzata, ma anche qualcosa di più: è un Paese dove il benessere non dipende solo dal Pil, bensì da una trama di fiducia, stabilità e riconoscimento che al Nord regge e al Sud si sfilaccia. Il Veneto si colloca appena sotto le aree più virtuose. La Lombardia guida la classifica del “benessere aziendale”, seguita da Bolzano, Veneto e Trento. Significa che nel Nordest le imprese funzionano, i contratti sono più stabili, gli infortuni meno frequenti. Ma tra efficienza e felicità resta un divario: si lavora bene, non sempre si vive bene. Il Veneto è la regione del lavoro che “funziona”, ma non sempre del lavoro che “piace”. E infatti la Cgia ricorda che nel Mezzogiorno persistono sacche di irregolarità (fino al 16% in Sicilia), di precariato cronico e di paura.
Nel Nord, invece, il lavoro rimane una certezza, anche se più competitiva, più esigente, più stressante. La differenza non è più tra chi lavora e chi no, ma tra chi lavora con senso e chi lavora per dovere. Forse è questo il nuovo spartiacque del Paese: in montagna il lavoro è ancora una vocazione, in pianura è un mestiere, al Sud — troppo spesso — una speranza.




