Emergenza influenza aviaria. Coldiretti: “Vaccino per categorie più sensibili come le galline ovaiole”

di Redazione · Gennaio 19, 2025

Cristina Zen (Consulta Avicola) dopo riunione con Istituto Zooprofilattico delle Venezie: “Siamo in prima linea per la tutela del settore avicolo veneto, nuova epidemia sfida cruciale”

Dopo aver ottenuto il pagamento dei danni indiretti subiti anche dagli allevamenti avicoli biologici, erroneamente esclusi dai risarcimenti previsti per i focolai di influenza aviaria del 2022, Coldiretti continua a sostenere i soci allevatori nell’affrontare le sfide del settore. La nuova epidemia di influenza aviaria rappresenta una prova cruciale per l’avicoltura italiana, ma l’esperienza acquisita e la stretta collaborazione tra allevatori e autorità sanitarie veterinarie stanno consentendo una gestione più efficace dell’emergenza.

Il 16 gennaio scorso, in videoconferenza per rispettare le norme sulla biosicurezza, Coldiretti ha organizzato un incontro con gli operatori del settore e il direttore generale dello Zooprofilattico delle Venezie, dr.ssa Antonia Ricci, per fare il punto sulla situazione.

In questa occasione, Coldiretti ha ribadito l’importanza di introdurre un vaccino specifico per le categorie più sensibili, come le galline ovaiole, e ha sollecitato l’accelerazione nello sviluppo di un vaccino efficace per i tacchini. Questi strumenti, insieme alle misure preventive già in atto, sono ritenuti indispensabili per contenere la diffusione del virus e garantire la sostenibilità economica del comparto avicolo.

Alla fine del 2024, il Veneto contava 2800 allevamenti avicoli e 49.811.717 capi, di cui quasi 16 milioni di galline ovaiole, 26 milioni di polli da carne e 5,3 milioni di tacchini da carne.

“Prevenzione, monitoraggio costante e interventi tempestivi sono fondamentali per preservare un settore strategico e ridurre ogni possibile rischio – afferma Cristina Zen, allevatrice vicentina di tacchinelle bio e presidente della Consulta Veneta Avicola di Coldiretti -. L’influenza aviaria è un fenomeno complesso, aggravato dai cambiamenti climatici che modificano i comportamenti migratori degli uccelli selvatici, principali vettori della malattia. Grazie alla sinergia sviluppata in questi anni con le autorità competenti, possiamo affrontare le difficoltà e garantire un futuro sostenibile alla nostra avicoltura”.

Coldiretti insiste inoltre sull’importanza di garantire i risarcimenti per i danni indiretti subiti dal 2022 a oggi, includendo le imprese che, con un alto senso di responsabilità, hanno scelto di sospendere temporaneamente la presenza di animali nelle stalle per tutelare la salute collettiva e il settore nel suo complesso.

L’influenza aviaria non è solo una questione sanitaria, ma anche una minaccia economica per l’Italia. Questo comparto contribuisce in maniera significativa alla sicurezza alimentare del Paese, con un livello di autoapprovvigionamento che raggiunge il 108%.

“Gli allevatori italiani meritano il pieno supporto delle istituzioni e della società per continuare a garantire prodotti di altissima qualità e un sistema di produzione competitivo” – conclude Zen.

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