di Redazione · Novembre 28, 2025
L’ex sindaco di Albettone non smette di sorprendere ed emerge dall’apnea
C’è una parità così perfetta che sembra scritta da un dio burlone con la penna intinta nel formaggio grattugiato. Joe Formaggio e Giulia Sottoriva: 6.765 preferenze a testa. Esatti. Identici. Uguali come due fette di Asiago della stessa forma. Non uno in più, non uno in meno.
È quello che si legge in queste ore sul sito della Prefettura, perché – come raccontano dal Palazzo – nei controlli di rito sono cambiate le carte rispetto alla notte dello spoglio, quando invece la giovane candidata di Isola Vicentina, legatissima a Sergio Berlato, risultava avanti di cinque voti.
Il destino, che di solito si diverte a far vincere per un voto solo (e poi quel voto è sempre di una zia morta nel ’92), stavolta ha deciso di fare il preziosissimo: pareggio assoluto, da mandare in estasi i cultori del fotofinish e in depressione i tipografi che devono aggiornare i manifesti.
Adesso tutti guardano Francesco Rucco, il dominatore con le sue 9.344 preferenze, che pare destinato alla poltrona di assessore. Quando Rucco salirà (e salirà, perché Stefani non è tipo da lasciare in panchina un profilo come il suo), il suo seggio si libererà.
Primo dei non eletti: Sergio Berlato, 8.598 voti. Un bottino interessante ma non sufficiente a entrare in Consiglio né ad avanzare pretese per un ritorno in Giunta dopo 25 anni – perché Berlato fu assessore regionale alla Caccia e all’Agricoltura nella legislatura 1995-2000 con il governatore Giancarlo Galan, praticamente quando Rucco era all’università e Giulia Sottoriva veniva alla luce (1997). Berlato potrebbe decidere di restare in Europa ma… in quel caso, se fino a poche ore fa sarebbe subentrata la Sottoriva, ora il posto è per Joe Formaggio perché il regolamento regionale stabilisce che, in caso di parità, passa il candidato collocato prima in lista. E Formaggio è prima di Sottoriva.
E quindi?
E quindi si arriva al ballottaggio più surreale della storia repubblicana: due persone hanno preso esattamente lo stesso numero di voti, ma a decidere non è l’età, non sono le candeline sulla torta, bensì una riga asciutta del regolamento elettorale. Conta l’ordine in lista. E quell’ordine dice che il seggio è di Joe.
La politica italiana, che pure ha visto di tutto, stavolta ha toccato il sublime del grottesco: un seggio regionale assegnato non per merito, non per programma, non per alleanze, ma perché uno dei due, quella notte della presentazione delle liste, era stato messo qualche riga più sopra.
Benvenuti nel Veneto del 2025, dove anche la burocrazia vota. E dove Joe Formaggio, se tutto va come sembra, tornerà a sedersi tra quei banchi che aveva lasciato una settimana fa, con la stessa faccia di chi ha vinto alla lotteria con il biglietto trovato per terra.
La vita, a volte, è più divertente della politica.
Anzi, quasi sempre. Forza e coraggio…




