di Redazione · Gennaio 4, 2025
In un contesto economico regionale sempre più diversificato, il Veneto si distingue per l’importante contributo dei lavoratori stranieri. Secondo un’analisi di Confartigianato basata su dati Istat, al 1 gennaio 2024, gli stranieri residenti in Italia ammontavano a 5,3 milioni, rappresentando l’8,9% della popolazione totale. Nella regione Veneto, la presenza straniera è di 505.000 unità, pari al 10,4% della popolazione locale.
Il tessuto occupazionale veneto vede una significativa partecipazione straniera: gli occupati stranieri rappresentano il 12,1% del totale, mentre le imprese gestite da stranieri costituiscono l’11,6%. Questo dato è particolarmente rilevante nell’artigianato, dove le imprese straniere rappresentano il 16,3% del totale delle aziende attive nel settore.
A livello nazionale, si contano 2,3 milioni di lavoratori stranieri tra i 15 e i 64 anni, che rappresentano il 10,1% della forza lavoro italiana. Il Veneto si posiziona al quarto posto per numero di lavoratori stranieri con 260.300 unità, che corrispondono al 12,1% degli occupati regionali. Nel 2023, le imprese non agricole con dipendenti in Italia avevano previsto l’ingresso di 1.057.620 lavoratori immigrati, ossia il 19,2% delle assunzioni totali, nonostante una difficoltà di reperimento del personale pari al 54,8%.
Proiettando verso il futuro, tra il 2024 e il 2028, si prevede che il 21,3% del fabbisogno occupazionale in Italia sarà coperto da 639.800 nuovi ingressi. Il Veneto, in particolare, sarà la seconda regione per ingressi di lavoratori immigrati, con una previsione di 113.160 assunzioni, che rappresentano il 21,5% delle assunzioni regionali.
Il presidente di Confartigianato Veneto, Roberto Boschetto, ha sottolineato la necessità di andare oltre la gestione emergenziale dei flussi migratori. “Non ci si può limitare a una gestione emergenziale dei flussi. È necessario un approccio strutturale che preveda politiche di integrazione e formazione mirate. Occorre avviare programmi sia in Italia che nei Paesi d’origine, per preparare lavoratori con competenze allineate alle esigenze delle imprese“, ha dichiarato Boschetto.
Nel 2023, gli apprendisti stranieri in Italia sono stati 97.712, il 14,7% del totale, con 12.347 in Veneto, dove rappresentano il 15,9% degli apprendisti regionali. In termini di imprenditorialità, a livello nazionale, le imprese gestite da stranieri erano 657.715 (11% del totale), con 215.322 attive nel settore artigianale (17% dell’artigianato nazionale e 32,7% delle imprese straniere). In Veneto, le imprese straniere ammontano a 54.301 (11,6% del totale regionale), di cui 19.758 sono artigiane (16,3% dell’artigianato complessivo e 36,4% delle imprese straniere locali).
L’imprenditoria straniera in Veneto conta 67.877 imprenditori attivi, pari al 10,2% degli imprenditori regionali. I principali paesi di origine degli imprenditori stranieri sono Cina (13,3%), Romania (11,6%), Marocco (7,4%), Albania (7,4%) e Svizzera (5,5%).
Tuttavia, non mancano le criticità: il mismatch delle competenze e il basso livello di istruzione degli stranieri rappresentano ostacoli significativi. Il 48,8% degli stranieri ha solo la scuola dell’obbligo, una quota superiore alla media UE (40,7%). Boschetto ha avvertito che “le imprese non possono affrontare da sole queste sfide. Serve un impegno congiunto tra pubblico e privato per offrire formazione linguistica, riconoscimento delle qualifiche professionali e percorsi di inserimento lavorativo”.




