Il taser e l’eresia di Giampi

di Arrigo Abalti · Luglio 17, 2025

Nel dubbio….taser (con l’accento dove volete)

 

Alla fine, la realtà ha sparato prima del taser. E a Thiene, dove fino a qualche settimana fa “non c’era un problema sicurezza”, arriva il dispositivo simbolo dell’ordine: lo stesso che nel mondo del centrosinistra ideologico viene trattato come uno strumento figlio tecnologico del manganello degli anni Venti del secolo scorso. Solo che questa volta a firmarne l’arrivo non è un sindaco meloniano, ma “Giampi” Michelusi, Pd, uno di quelli che solo pochi giorni fa criticava Fratelli d’Italia per “aver alimentato un clima di paura”, per un evento sulla sicurezza a Thiene, la sua città.

Clima che, secondo lui, era solo percezione. Però ora arriva il taser. Per cosa, allora? Per caricare i cellulari della Polizia Locale?

La decisione di dotare i vigili del Consorzio Nordest Vicentino del nuovo Taser 10 (con tanto di bodycam e formazione semestrale) è, per certi versi, una piccola eresia politica. Una scelta pragmatica, concreta, che va in rotta di collisione con l’ortodossia pacifista di una sinistra che vede ancora nella sicurezza un tema “di destra”, da evitare come l’aglio per i vampiri.

E così, mentre a Vicenza il sindaco Possamai è nello stallo di una sinistra interna più ideologica che amministrativa, incapace di decidere anche solo sull’uso dei droni o sull’estensione dei turni della polizia locale, a Thiene si sceglie – sorprendentemente – la via della deterrenza. Certo, non lo si dice troppo forte. Si sussurra. Si chiama “strumento di supporto”, si parla di “regole d’ingaggio”, si organizza una conferenza stampa sobria e rassicurante.

Ma il fatto politico resta. Ed è questo: il Pd inizia a capire che il tema sicurezza non può essere lasciato solo alla destra. Perché la percezione, quando diventa realtà, ti viene a bussare alla porta. Con o senza taser.

E ora resta solo da capire quale capriola retorica riuscirà a inventarsi il sindaco di Thiene quando qualcuno – magari proprio uno dei tanti che lo applaudiranno per il taser – gli ricorderà che solo poche settimane fa aveva dichiarato che a Thiene “non c’è un problema sicurezza”. Ma forse avevamo capito male. Forse non si riferiva a Thiene ma a un altro pianeta. O forse, più semplicemente, aveva detto una cosa alla stampa e ne ha fatta un’altra in Giunta. Succede, in politica. Ma poi arriva sempre il momento in cui le parole devono fare i conti con i fatti. E con il grilletto (elettrico) della realtà.

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