di Redazione · Gennaio 20, 2025
Un nuovo episodio di violenza contro il personale sanitario riaccende il dibattito sulla sicurezza negli ospedali veneti. Questa volta, a essere aggredita è stata un’infermiera del Pronto Soccorso dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. Sull’accaduto interviene la consigliera regionale del Partito Democratico, Chiara Luisetto, che punta il dito contro la Regione, accusandola di non aver dato seguito agli annunciati interventi per garantire maggiore sicurezza negli ospedali.
Luisetto: “Promesse disattese”
«Nonostante le risorse individuate in fase di bilancio, dalla Regione non arrivano segnali concreti per tutelare il personale sanitario contro le sempre più frequenti aggressioni – dichiara Luisetto –. L’ultimo caso, che ha coinvolto un’infermiera al San Bortolo, conferma che ad oggi nulla è cambiato».
La consigliera critica in particolare l’assessora alla sanità Manuela Lanzarin, che in passato aveva annunciato uno stanziamento per potenziare la presenza delle forze di polizia negli ospedali. «Da allora non è stato fatto nulla di concreto – prosegue Luisetto –. Già lo scorso novembre avevo presentato un’interrogazione per chiedere l’istituzione di una postazione di vigilanza H24 al San Bortolo e in altri ospedali strategici della Regione, ma tutto è fermo nei cassetti. Serve un intervento immediato, non solo annunci».
Emergenza sicurezza e personale insufficiente
Secondo Luisetto, la mancanza di sicurezza nei presidi sanitari è solo uno dei problemi che aggravano la crisi della sanità pubblica. «Gli infermieri e i medici lavorano in condizioni sempre più difficili, sia per la carenza di personale che per la paura di subire aggressioni. Se vogliamo proteggere chi ogni giorno è in prima linea, dobbiamo adottare misure strutturali, come la presenza costante di agenti nelle aree più sensibili degli ospedali».
Luisetto sottolinea anche la necessità di migliorare le condizioni contrattuali del personale sanitario, sia in termini di stipendi che di sicurezza personale: «Non possiamo continuare a sottovalutare la situazione, perché episodi come quello accaduto al San Bortolo sono inaccettabili e mettono a rischio la tenuta del sistema sanitario pubblico».
Richiesta di azioni concrete
L’episodio al San Bortolo riapre un tema cruciale per il sistema sanitario veneto: la necessità di garantire sicurezza al personale che opera in contesti sempre più esposti a situazioni di tensione. «Non possiamo più permetterci di aspettare – conclude Luisetto –. È ora che la Regione passi dalle parole ai fatti, perché i lavoratori della sanità meritano di svolgere il proprio compito in un ambiente sicuro e sereno».
Il caso riporta in primo piano la necessità di misure urgenti per contrastare un fenomeno in crescita e proteggere chi, ogni giorno, si prende cura dei cittadini.




