Polemica sul bookshop chiuso al Teatro Olimpico, Siotto (FdI) all’attacco: “Amministrazione ferma e confusa”

di Redazione · Marzo 31, 2025

 

La consigliera di Fratelli d’Italia denuncia l’ennesimo disservizio culturale nel gioiello palladiano, simbolo della città nel mondo. “Mancata predisposizione del bando per la gestione nonostante la scadenza fosse nota”

 

Un simbolo mondiale dell’architettura rinascimentale ridotto a testimone silenzioso dell’inefficienza amministrativa. È questa l’immagine che emerge dalla denuncia di Simona Siotto, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, che punta il dito contro la gestione culturale della città, prendendo come emblema la desolante chiusura del bookshop del Teatro Olimpico, fiore all’occhiello del patrimonio artistico vicentino.

“Cittadini e turisti trovano da settimane desolatamente chiuso il bookshop del Teatro Olimpico, uno degli spazi culturali più prestigiosi di Vicenza e biglietto da visita della città nel mondo”, afferma con toni accesi la Siotto, già assessore alla cultura nella precedente amministrazione. La causa? “Non è stato ancora predisposto il nuovo bando per la gestione del servizio, nonostante fosse ben noto che il precedente stesse per scadere”, spiega la consigliera, lasciando trasparire lo sconcerto per quella che definisce una mancanza “elementare” di programmazione.

L’esponente di Fratelli d’Italia evidenzia come la discontinuità del servizio in un polo turistico-culturale di tale rilevanza rappresenti non solo un danno d’immagine, ma anche la manifestazione di un approccio approssimativo alla gestione della cosa pubblica. “Da quando questa giunta si è insediata, i disservizi sono diventati la regola, e non fanno che moltiplicarsi”, incalza la Siotto, elencando con precisione le criticità: “I ritardi nella gestione delle gare, le proroghe in extremis, la mancanza di coordinamento” che penalizzano l’intera filiera culturale, “non solo i cittadini e i visitatori, ma anche gli operatori e i fornitori, costretti a lavorare nell’incertezza più totale”.

La nota dolente resta l’assoluta mancanza di una tempistica certa per la riapertura di uno spazio che, oltre a rappresentare un servizio per i visitatori, costituisce anche una vetrina per la promozione del patrimonio culturale locale. “Quando sarà riaperto il bookshop? Nessuno lo sa”, afferma con amara ironia la consigliera, sottolineando come si stia perdendo “un’occasione preziosa per valorizzare uno dei luoghi simbolo della cultura vicentina, offrire un servizio dignitoso e accogliere i turisti con un minimo di professionalità”.

Siotto non risparmia una stoccata all’attuale amministrazione sul piano della narrazione cittadina: “Non basta continuare a dire che Vicenza è una città bella: bisogna dimostrare di saperla amministrare con competenza, serietà e visione”. Un riferimento neanche troppo velato alla retorica sulla bellezza della città palladiana che, secondo l’esponente di opposizione, non trova riscontro nell’efficienza gestionale. “Dal punto di vista culturale, la città è ferma e maldestramente gestita. Un immobilismo che si traduce in chiusure, disservizi e improvvisazione”, conclude la consigliera, dipingendo un quadro a tinte fosche della Vicenza culturale contemporanea.

La vicenda del bookshop del Teatro Olimpico diventa così paradigmatica di una più generale questione di metodo amministrativo, innescando un dibattito che promette di animare le prossime sedute consiliari e di accendere i riflettori sulla capacità dell’attuale giunta di valorizzare concretamente il patrimonio culturale della città berica.​​​​​​​​​​​​​​​​

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