di Redazione · Marzo 31, 2025
Unanimità, rigore intellettuale e progetti ambiziosi caratterizzano il rinnovo del Consiglio di amministrazione dell’istituzione culturale berica. Il sodalizio si conferma protagonista nel panorama culturale veneto con iniziative di respiro internazionale
In uno dei presidi della cultura vicentina, dove la storia si tramanda e si rinnova, Paolo Scaroni mantiene saldamente il timone della Fondazione di Storia Ets. L’unanimità con cui il Consiglio di amministrazione ha confermato la sua presidenza per il prossimo quadriennio è testimonianza della fiducia riposta nell’uomo che ha saputo coniugare visione manageriale e sensibilità culturale in un’istituzione che si conferma pilastro dell’elaborazione storica nel territorio berico.
Non si tratta di un mero atto formale, ma del consolidamento di una linea strategica che vede nella continuità il proprio punto di forza: insieme a Paolo Scaroni, infatti, vengono riconfermati i consiglieri Giorgio Sandini, Lia Sartori e Luigi Menegatti, quest’ultimo nuovamente investito della carica di vicepresidente accanto a Dario Semenzato, il cui mandato prosegue insieme a quello degli altri membri del Consiglio.
La gestione oculata dell’istituzione trova riscontro nell’approvazione del bilancio 2024 e della Relazione di missione, documenti che attestano la solidità amministrativa di un ente che non si limita alla mera conservazione della memoria, ma ambisce a essere laboratorio di riflessione su temi di stringente attualità. È proprio in questo solco che si inserisce il prossimo Festival di Storia “Oriente Occidente”, kermesse intellettuale che dall’11 al 13 aprile trasformerà il palladiano Teatro Olimpico in agorà del pensiero storico contemporaneo.
Il sodalizio virtuoso con il Comune, l’editore Laterza e il Gruppo Athesis, sostenuto da lungimiranti sponsor, ha generato un evento che ha registrato il tutto esaurito in poche ore – fenomeno che testimonia la fame di cultura di qualità che permea il territorio. Con pragmatica generosità, la Fondazione ha predisposto l’apertura del Salone d’Onore della propria sede – il prestigioso palazzo Giustiniani, gioiello architettonico concesso dalla Fondazione Cariverona – per consentire la fruizione in streaming delle otto lezioni previste.
L’attualità internazionale trova spazio nel recente seminario “Il nazionalismo russo, spazio postsovietico e guerra all’Ucraina”, che, cristallizzato nel volume curato da Andrea Graziosi e Francesca Lo Mastro, offre una prospettiva storica sulle tensioni geopolitiche contemporanee.
La vocazione scientifica dell’istituzione si esprime poi attraverso il progetto biennale “Storia del turismo veneto contemporaneo. Conoscenze ed emozioni”, che indaga con approccio multidisciplinare un fenomeno cruciale per l’economia e l’identità regionale, mentre prosegue fino al prossimo anno il progetto triennale sulla formazione tecnico-professionale e lo sviluppo economico veneto, con particolare attenzione al ruolo dell’Istituto Rossi, fucina di tecnici e imprenditori che hanno plasmato il tessuto industriale vicentino.
Il Consiglio di amministrazione, presieduto da Paolo Scaroni e che annovera Tiziano Treu quale presidente onorario, si configura come sintesi virtuosa tra mondo accademico, ecclesiastico, imprenditoriale e istituzionale, componendo un mosaico di competenze che garantisce pluralità di visioni nell’unità d’intenti. Una governance illuminata che vede Luigi Menegatti e Dario Semenzato come vicepresidenti, affiancati dai consiglieri Giovanni Dolcetta Capuzzo (vicepresidente Fondazione Cariverona), Giulia Clarizio, Domenico Corà, Ambrogio Dalla Rovere, Luciano Giacomelli, Domenico Mantoan, monsignor Antonio Marangoni, Serena Motterle, Remo Pedon, Giorgio Sandini, Lia Sartori e Andrea Tovo. Un team che coniuga tradizione e innovazione, rigore scientifico e apertura al territorio, in una proposta culturale che si conferma all’altezza delle sfide contemporanee.




