Sanità privata accreditata: “Ora serve programmazione per accorciare le liste d’attesa”

di Redazione · Maggio 29, 2025

Dopo 14 anni di budget congelati arriva il primo incremento del 3,5%. Le strutture: “Assegnateci risorse stabili per pianificare investimenti e garantire cure tempestive ai cittadini”

Quattordici anni di attesa sono finiti. Per la prima volta dal 2011, il Governo Meloni ha previsto nelle ultime leggi di Bilancio un incremento del 3,5% per il 2025 destinato alle strutture private accreditate, quelle realtà che operano all’interno del Sistema Sanitario Nazionale garantendo prestazioni gratuite ai cittadini con gli stessi standard del pubblico.
Un segnale importante che arriva dopo oltre un decennio in cui i budget per l’assistenza ai pazienti sono rimasti sostanzialmente fermi, mentre il Fondo Sanitario Nazionale cresceva di oltre il 25%. Una forbice che si è allargata anno dopo anno, creando tensioni in un settore che rappresenta una componente fondamentale dell’offerta sanitaria veneta.
“Ringraziamo il Governo per questo primo passo concreto”, spiega il Presidente AIOP (Associazione Italiana Ospedalità  Privata) del Veneto, Vittorio Morello. “Si tratta di risorse che le Regioni potranno finalmente destinare per rispondere meglio al fabbisogno di salute dei cittadini. Ora però è fondamentale che queste risorse vengano utilizzate nel modo più efficace possibile”.
La sfida principale resta quella delle liste d’attesa, che continuano a rappresentare un problema serio non solo per le visite ambulatoriali, ma soprattutto per i ricoveri. Dall’oncologia, dove ogni giorno può fare la differenza, all’ortopedia con gli interventi di protesi, dalla riabilitazione alla psichiatria, fino alla chirurgia della cataratta. Settori dove i tempi di attesa rischiano di costringere i pazienti veneti a cercare cure lontano da casa, in altre regioni.
“La nostra proposta è costruttiva e mira a rafforzare il sistema sanitario regionale”, continua Morello. “Chiediamo che queste risorse aggiuntive non vengano frammentate esclusivamente per le visite, ma siano utilizzate anche per potenziare l’offerta di ricoveri, dove le necessità sono altrettanto urgenti”.
Il punto cruciale è la programmazione. Fino a qualche anno fa i budget venivano assegnati con pianificazione triennale, permettendo alle strutture di avere certezza sulle risorse e di organizzare investimenti che, per loro natura, richiedono tempi lunghi. Questo modello consentiva anche di concordare con le ULSS le prestazioni da erogare annualmente, ottimizzando l’uso delle risorse pubbliche.
Oggi invece si vive nell’incertezza. Le modalità attuali di assegnazione delle risorse, con tempi troppo brevi, non permettono quella programmazione necessaria per organizzare servizi efficienti e investire nel miglioramento dell’offerta sanitaria.
“Non si tratta di una richiesta che ci pone in contrapposizione con il sistema pubblico”, precisano dalle strutture private accreditate. “Al contrario, vogliamo rafforzare quella collaborazione che da sempre caratterizza il modello sanitario veneto, dove pubblico e privato accreditato lavorano insieme”.
La proposta è quindi chiara: utilizzare l’incremento del 3,5% per aumentare stabilmente i budget delle strutture, consentendo loro di programmare l’attività e organizzare i servizi in modo più efficace. Solo così sarà possibile rispondere tempestivamente alle necessità di cura della popolazione, riducendo i tempi di attesa e garantendo ai cittadini veneti di ricevere le cure necessarie vicino a casa.
Un investimento nella salute che, partendo dal riconoscimento del ruolo svolto dalle strutture private accreditate, punta a costruire un sistema sanitario regionale ancora più forte e accessibile per tutti.

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