di Redazione · Aprile 28, 2026
L’Aristotele del Grifo
Due notizie, a distanza di pochi giorni. Partiamo dall’ultima, arrivata oggi: Futuro Nazionale non si presenta alle elezioni. Da nessuna parte, in nessuna forma. Il Coordinatore Nazionale lo scrive con il tono di chi parla da una caserma. Del resto il capo è un generale. I generali parlano dalle caserme così. Ordine. Silenzio. Dispaccio firmato.
La seconda, di un paio di giorni fa: Gianluca Faggiana, referente del Comitato Arzignano n. 53 di Futuro Nazionale, ha girato un video.
Un video che è un capolavoro.
Faggiana – candidato nella lista della Lega che lí corre da sola – in primo piano. Striscione di Vannacci alle spalle. Mascella quadrata. Sguardo di chi ha visto cose. Tono di chi sa.
E Faggiana sa: il responsabile morale dell’accoltellamento di un sedicenne in via Kennedy è Riccardo Masiero. Ovviamente la nostra è un’esagerazione, ma consigliamo di cercare quel video sui social per ascoltare il ragionamento del candidato vannacciano. In sostanza la città di Arzignano è in stato di abbandono e questo genera un serio problema di sicurezza, che poi è sfociato nella rissa tra baby gang con accoltellamento. E tutto questo perchè Masiero ha sfiduciato la Bevilacqua. Più o meno così. Ma, ripetiamo, è difficile riassumere un capolavoro di sillogismo all’arzignanese, ma capolavoro lo è. Non c’è dubbio.
Il ragionamento – per sommi capi – è questo – dobbiamo fare appello ai nostri ricordi del liceo quando sudavamo sui testi di Aristotele –
Premessa maggiore: Bevilacqua governava Arzignano.
Premessa minore: Masiero ha sfiduciato Bevilacqua.
Conclusione: Un ragazzo marocchino ha accoltellato un altro ragazzo marocchino in via Kennedy perchè Arzignano ha un problema di sicurezza e Masiero era assessore alla Sicurezza ma non ha fatto niente per la sicurezza. E ci scappa la rissa tra baby gang.
Quod erat demonstrandum.
Aristotele ha impiegato vent’anni a costruire l’Organon. Faggiana ci ha messo trenta secondi. Con il vantaggio di avere uno striscione alle spalle e la certezza di chi non ha mai avuto dubbi. I grandi logici, del resto, non ne hanno mai.
Da Firenze però arriva il dispaccio. Eventuali utilizzi del simbolo non sono riconducibili al movimento. Gianluca, insomma, parla per sé. Nonostante lo striscione alle spalle.
Parla per sé davanti allo striscione di Vannacci.
Sono dettagli. La regia è quella che è. Ma la logica è ferrea.
Il ragazzo intento, è ancora in terapia intensiva. Masiero probabilmente “stringe mani e sorride”.
Ma questa è un’altra storia. Meno lineare.
Meno Faggiana.




