di Redazione · Marzo 10, 2025
Un progetto innovativo, un laboratorio di idee, un ponte tra tradizione e futuro: si chiama “Tracce” l’iniziativa che ha visto 60 studenti del secondo e terzo anno del corso di Design dell’Università Iuav di Venezia, sede di Vicenza, impegnati a ridisegnare il destino delle montagne vicentine. Realizzato in collaborazione con il GAL Montagna Vicentina e con il supporto della Fondazione Studi Universitari di Vicenza, il progetto ha messo al centro la rigenerazione economica e sociale di un territorio che, come molte aree montane, lotta contro lo spopolamento, soprattutto tra le nuove generazioni.
“Tracce”, un nome evocativo che richiama i segni lasciati sulla neve o nei boschi, ma anche i possibili percorsi di sviluppo da tracciare per il futuro delle montagne vicentine. «È stato un grande esercizio di esplorazione e analisi, focalizzato sulla valorizzazione della cultura materiale e delle produzioni locali», racconta il professor Francesco Musco, docente del laboratorio insieme a Laura Badalucco e Daniele Brigolin. L’obiettivo? Immaginare nuove connessioni tra le risorse del territorio montano e le produzioni manifatturiere delle aree vicine, dando vita a proposte creative e sostenibili.
Un laboratorio di design per il territorio
Il progetto, inserito nel modulo “Metabolismo urbano e dei territori” del laboratorio “Design e sostenibilità”, non si è limitato alla creazione di oggetti, ma ha abbracciato una visione più ampia. «Il design non è solo progettazione di prodotti, ma anche revisione creativa di contesti produttivi, sociali e culturali», spiega la professoressa Laura Badalucco. Gli studenti hanno studiato le tradizioni locali – dal legno al marmo, dalla lana alla pelle – e le hanno rilette in chiave contemporanea, proponendo soluzioni che intrecciano innovazione e rispetto per l’ambiente.
Tra le idee emerse ci sono taglieri in legno con intarsi in marmo, sgabelli che uniscono metallo e materiali locali, o il recupero delle “fascere”, le strisce di legno un tempo usate per la stagionatura del formaggio, trasformate in pareti modulari per ristoranti e caseifici. E ancora, sedute ecosostenibili ispirate alla lavorazione della lana, prodotti in pelle di vinaccia, fino a proposte turistiche come viaggi sensoriali tra le fonti di Recoaro o una piattaforma digitale per connettere artigiani e progettisti. Ogni progetto è frutto di strategie di Circular Design: recupero di scarti, simbiosi tra produzioni, allungamento della vita dei prodotti.
Una risposta allo spopolamento
L’iniziativa nasce da una sfida concreta lanciata dal GAL Montagna Vicentina, che da anni lavora per contrastare l’abbandono delle aree montane. «La Comunità Europea ci ha assegnato l’obiettivo di combattere lo spopolamento», sottolinea Agostino Bonomo, presidente del GAL. «Oltre ai bandi e al piano di sviluppo locale, puntiamo sull’animazione del territorio, coinvolgendo giovani studenti per immaginare un futuro con occhi nuovi». Un futuro che renda la montagna attraente per chi deve scegliere se restare o partire.
Il valore della collaborazione
«Ancora una volta, la presenza universitaria a Vicenza si conferma uno stimolo per il territorio», aggiunge Adamo Dalla Fontana, presidente della Fondazione Studi Universitari di Vicenza. «Dietro queste proposte non c’è solo creatività, ma anche uno studio attento delle competenze e delle produzioni locali, un valore aggiunto per la nostra comunità».
“Tracce” non è solo un esercizio accademico: è un primo passo, un insieme di idee che potrebbero ispirare chi deve prendere decisioni per il futuro delle montagne vicentine. Un invito a guardare al territorio con occhi diversi, quelli dei giovani designer, che tra innovazione e tradizione hanno dimostrato come la creatività possa diventare una leva per il cambiamento.




