di Redazione · Novembre 15, 2024
La Regione del Veneto rinnova l’impegno contro la povertà con misure concrete per l’inclusione sociale e il supporto abitativo.
La Giunta regionale del Veneto ha stanziato 6 milioni di euro per il 2025 a favore del Reddito di Inclusione Attiva (R.I.A.), del Sostegno all’Abitare (So.A.) e di interventi specifici contro la povertà minorile. Le misure mirano a sostenere i cittadini in situazioni di fragilità economica, con un focus sull’inclusione lavorativa e sociale e sul benessere dei nuclei familiari più vulnerabili.
Povertà in aumento nel Nord-Est
Secondo l’ultimo rapporto ISTAT (17 ottobre 2024), l’intensità della povertà assoluta è in crescita nel Nord-Est, passando dal 15,9% nel 2021 al 18% nel 2024. La precarietà abitativa è un’altra emergenza: il 46,5% delle famiglie povere in Italia vive in affitto, spesso faticando a coprire i costi di locazione, mutui o spese condominiali. A questa situazione si aggiungono i dati Eurostat (23 ottobre 2024), che evidenziano come la povertà colpisca in modo particolarmente grave i minori, influenzando negativamente le loro prospettive future.
Misure integrate per il contrasto alla povertà
La Regione Veneto affronta la povertà con un approccio multidimensionale che include:
•Percorsi di inclusione lavorativa: attraverso tirocini e progetti socializzanti per promuovere l’occupabilità.
•Sostegno abitativo: supporto economico per il pagamento di affitti, mutui e spese abitative.
•Contrasto alla povertà educativa: progetti mirati per migliorare il benessere dei minori e delle loro famiglie.
•Empori solidali: iniziative di distribuzione alimentare e di beni di prima necessità.
Nel 2023, grazie a queste misure, sono state supportate 6457 persone con 9576 prestazioni erogate, tra cui:
•3077 interventi di R.I.A. Sostegno;
•654 per R.I.A. Inserimento;
•2223 per il Sostegno all’Abitare;
•1885 contro la Povertà Educativa;
•384 per il Fondo Nuove Vulnerabilità.
Gestione e ripartizione dei fondi
I 6 milioni di euro stanziati saranno distribuiti tra i 21 Ambiti Territoriali Sociali (ATS) del Veneto. La gestione sarà affidata agli enti capofila in collaborazione con Comuni, centri per l’impiego e agenzie formative accreditate. I fondi saranno suddivisi con una quota fissa di 50mila euro per ciascun ATS e una quota proporzionale al numero di abitanti.
Un impegno che prosegue dal 2013
Il Veneto ha iniziato a sviluppare queste misure nel 2013, sperimentando i tirocini di inclusione sociale per integrare il sostegno al reddito. Nel tempo, il programma si è ampliato con progettualità innovative come gli empori solidali, diventando un modello di welfare generativo e di comunità che punta a intercettare i bisogni complessi delle persone e a rigenerare il tessuto sociale.
L’iniziativa conferma il ruolo centrale della Regione Veneto nel promuovere politiche sociali mirate a combattere la povertà e a sostenere i cittadini più fragili.




