di Redazione · Aprile 4, 2025
Castelgomberto, Quinto, Zugliano, Sarcedo e Romano d’Ezzelino sono i primi comuni della provincia di Vicenza a dotarsi di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, grazie al progetto Polis – Casa dei Servizi Digitali promosso da Poste Italiane.
L’iniziativa rientra in un piano nazionale che punta a favorire la coesione economica, sociale e territoriale, ma anche a rafforzare l’impegno del Gruppo verso la sostenibilità ambientale. Le colonnine, installate nei pressi degli uffici postali, rappresentano un tassello concreto nella transizione verso una mobilità a basse emissioni, tema centrale nell’agenda energetica e urbana dei prossimi anni.
Un’infrastruttura capillare e senza costi per i Comuni
A livello nazionale, Poste Italiane ha annunciato l’obiettivo di attivare entro il 2026 oltre 10mila punti di ricarica elettrica di tipo Quick (2x22kW), con una parte significativa di colonnine FAST DC da 50kW, più veloci e adatte anche alle soste brevi. I punti saranno distribuiti tra parcheggi di proprietà dell’azienda e spazi pubblici adiacenti agli uffici postali.
Il piano si sviluppa attraverso protocolli d’intesa con le amministrazioni locali: i Comuni, senza sostenere costi, possono così offrire un servizio in più a cittadini e visitatori, incentivando al tempo stesso una mobilità più sostenibile.
In provincia di Vicenza previste 105 colonnine
Secondo i dati diffusi, in provincia di Vicenza saranno installate complessivamente 105 colonnine, un numero rilevante se confrontato con le circa 60mila disponibili oggi su tutto il territorio nazionale.
L’operazione si inserisce all’interno di un quadro più ampio che vede Poste Italiane protagonista anche nella riduzione dell’impatto ambientale della propria flotta aziendale, oltre che nell’impiego di energie rinnovabili per i propri edifici.
Con questo progetto, il Gruppo conferma il proprio ruolo di attore strategico nella modernizzazione dei servizi locali, sostenendo non solo la transizione digitale, ma anche quella ecologica. Una presenza capillare, quella di Poste, che si trasforma in leva per innovare i territori, partendo dai bisogni concreti delle comunità.




