30 milioni per il territorio da Fondazione Cariverona

di Redazione · Ottobre 28, 2024

Fondazione Cariverona scommette sul futuro sostenibile dei territori: 30 milioni di euro per ambiente, giovani, innovazione sociale e cultura

 

Il Consiglio generale approva il documento di programmazione annuale 2025 con un incremento del 20% delle risorse disponibili sull’anno precedente, per un totale di 90 milioni di euro nel triennio 2023-2025 rispetto ai 60 previsti

Giordano: “In un momento di forte incertezza, abbiamo il dovere di lavorare insieme per rilanciare una visione coraggiosa e condivisa di sviluppo, che sappia misurarsi con le grandi sfide del nostro tempo, trasformando bisogni e limiti in nuove opportunità di crescita, per noi e per il Pianeta”.

Circa 30 milioni di euro a disposizione dei territori per continuare a immaginare e costruire insieme un nuovo futuro. È stato presentato oggi, nella sede di via Achille Forti, il Documento di programmazione annuale 2025 (DPA) firmato da Fondazione Cariverona. Il piano, illustrato dal presidente Bruno Giordano e dal direttore generale Filippo Manfredi, traccia una rotta chiara e ambiziosa per lo sviluppo sostenibile delle province di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova. In continuità con i precedenti indirizzi, ruotaattorno a tre obiettivi strategici: tutela dell’ambiente, opportunità per i giovani, innovazione sociale. “In questo momento di forte incertezza, abbiamo il dovere di lavorare insieme per rilanciare una visione coraggiosa e condivisa di futuro, fondata sulla sostenibilità ambientale, sulla valorizzazione dei giovani e sull’innovazione sociale”, commenta Giordano. “Da questo documento emerge un programma solido, chevuole misurarsi con le grandi sfide del nostro tempo, dalla transizione energetica all’attrattività dei territori, trasformando bisogni e limiti in nuove opportunità di crescita, per noi e per il Pianeta”. Rispetto al 2024 le risorse sono così passate da 25 a 30 milioni di euro (+20%). È l’ultimo tassello della più ampiaprogrammazione pluriennale 2023-2025 che, nell’arco di tre anni, ha messo a disposizione circa 90 milioni di euro, una cifra superiore rispetto a quella inizialmente prevista di 60 milioni. “I numeri testimoniano il grande lavoro svolto in questi anni”, aggiunge Manfredi. “Il maggior valore degli attivi – arrivato nelsettembre 2024 a 2,3 miliardi – unito a una redditività più alta, ci ha portato ad aumentare considerevolmentele erogazioni. Un’attenta politica di diversificazione ci ha permesso, e ci permetterà, di stabilizzare e accrescere il patrimonio, i ricavi e le potenziali erogazioni. Questa gestione proattiva ci consente di programmare la nostra azione anche per il medio-lungo periodo”.

Al primo obiettivo strategico, legato alla tutela dell’ambiente, sono destinati 6,5 milioni di euro (+25% rispetto al 2024). La sfida principale rimane la lotta al cambiamento climatico, le cui conseguenze hanno un impatto diretto anche a livello locale, portata avanti attraverso il rilancio del capitale naturale (tutela della biodiversità, gestione delle risorse idriche, nuove aree verdi urbane ed extraurbane, ecc.), l’educazione alla sostenibilità e l’ulteriore sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili avviate nel 2023.

Il secondo obiettivo strategico (8,4 milioni di euro, +25%) mette a fuoco il tema del protagonismo giovanilein un momento particolarmente delicato per le nuove generazioni. Di fronte al calo demografico, aldisallineamento tra domanda e offerta di lavoro e alla fuga di talenti all’estero, la Fondazione punta a sostenere iniziative (anche sperimentali) per potenziare l’orientamento, le opportunità di formazione, la costruzione di nuovi ponti tra scuola e imprese e l’ascolto strutturato dei giovani. Parte delle risorse vieneinoltre indirizzata al sostegno alla ricerca scientifica, all’istruzione universitaria e all’innovazione collaborativa, attraverso il coinvolgimento di startup, imprese sociali, enti del terzo settore e aziende.

Il terzo obiettivo strategico riguarda l’innovazione sociale (7,6 milioni di euro, +29%) e, per il 2025, siconcentra sul tema dell’inclusione sociale, considerata un cardine imprescindibile per costruire comunitànon solo più giuste e coese, ma anche in grado di cogliere nuove opportunità di crescita attraverso la costruzione di alleanze tra mondo profit e non-profit. I destinatari degli interventi saranno prevalentementepersone in situazioni di disagio e di fragilità che verranno accompagnate in percorsi di reinserimento attraverso una serie di strumenti originali, dallo sport alle attività lavorative, fino alla cultura.

E ai tre obiettivi strategici si affianca proprio il sostegno alla cultura che nel 2025 cresce di oltre il 60%, passando da 2,1 a 3,4 milioni di euro. I contributi sono indirizzati non solo a iniziative organizzatedirettamente dalla Fondazione, ma anche al Teatro Ristori e alle fondazioni lirico-teatrali, considerate partneressenziali per lo sviluppo dei territori e per il rilancio della coesione sociale. “La cultura, in tutte le sue forme, è l’anima che muove le nostre comunità. Questo potente motore di innovazione ci aiuta a immaginare il mondo come vorremmo che fosse”, sottolinea Giordano. “Con il nostro impegno, desideriamoquindi promuovere iniziative, rassegne e programmi che stimolino la riflessione sulle soluzioni ai problemi di oggi e spingano all’azione per un futuro più sostenibile”.

Lo sforzo per il DPA 2025 sarà rilanciato con il documento 2026-2028, che verrà elaborato l’anno prossimo,in dialogo con i territori. “Il nostro ruolo, però, non è solo quello di erogare risorse”, precisa Manfredi. “Vogliamo costruire percorsi di sviluppo condivisi, fondati sull’analisi dei bisogni, sulla partecipazione,sulla crescita delle competenze. Lavoreremo quindi per favorire la collaborazione tra pubblico e privato, traprofit e non-profit, tra terzo settore e imprese, perché siamo convinti che solo insieme possiamo rilanciare una cultura della sostenibilità e dell’innovazione all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte”.

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