di Redazione · Dicembre 7, 2025
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo di Maurizio Ottomano in margine ad un recente evento dell’Associazione Sportivi per Vicenza
Gentile Direttore,
lo sport femminile italiano vive un momento di straordinario fervore: i risultati si moltiplicano, il numero delle tesserate è in costante aumento e l’attenzione mediatica ha raggiunto picchi inediti. Eppure, ad un’analisi più approfondita, il settore si rivela diviso da un netto e imbarazzante paradosso: l’esclusione femminile dai ruoli di spicco, sia mediatici che dirigenziali. I dati sono impietosi: soltanto il 7% dei dirigenti sportivi in Italia è donna, e la percentuale crolla al di sotto del 3% tra gli allenatori e le croniste tecniche. La prima grande barriera è di natura culturale. Lo sport agonistico e professionistico è stato a lungo percepito e gestito come una “cosa da uomini”. Tale impostazione ha plasmato le dinamiche interne, dove l’autorevolezza femminile viene spesso messa in discussione. Si tratta di una “normalità sbagliata”, radicata nell’abitudine, che richiede un intervento istituzionale deciso per essere scardinata. La necessità di superare questi schemi trova eco in storie di successo come quella di Giada Borgato, ieri a Vicenza protagonista di una serata alla “And Art Gallery” su invito di “Sportivi per Vicenza”. L’ex campionessa italiana su strada e attuale commentatrice tecnica, nonché Motocronista Rai per il Giro d’Italia, ha offerto una testimonianza significativa del proprio lavoro e della situazione attuale. Unica voce autorevole femminile del ciclismo in Italia, Giada Borgato ha dialogato con il giornalista Matteo Bursi e il Presidente di “Sportivi per Vicenza” Antonio Buglione. Durante l’incontro, che ha visto la presenza dell’Assessore allo Sport Leone Zilio e la partecipazione straordinaria dell’ex calciatore del L.R. Vicenza Julio Gonzalez, è risaltata chiaramente l’importanza di far emergere figure femminili competenti in ruoli tradizionalmente maschili. L’ex atleta ha sottolineato come la sua posizione possa essere di arricchimento della narrazione sportiva, illustrando sapientemente le differenze tecnologiche del ciclismo maschile e femminile rispetto al passato e, in generale, la funzione sociale dello sport, di un ciclismo che da sempre é
capace di accomunare tutti nella passione, senza alcun distinguo. E’ stata anche l’occasione per ribadire il ruolo fondamentale della politica e degli sponsor nel sostenere un’attività agonistica dai costi crescenti e nell’espandere il cicloturismo, attività legata anche a fattori concreti. L’attività agonistica di base è spesso oberata da costi esorbitanti, mentre la stabilità economica e degli organigrammi, basata su reti consolidate, rende difficile l’apertura a figure esterne e in particolare a quelle femminili. Si innesca così un “collo di bottiglia” che impedisce il naturale ricambio e priva il sistema sportivo di competenze e prospettive diverse che Giada Borgato con la sua preparazione, passione per il ciclismo ed un’empatia trasparente, incarna perfettamente. La politica deve poi entrare in simbiosi con l’esigenza di un cicloturismo sempre più in espansione presso la popolazione e di gare ciclistiche che possono essere fonte di cultura verso i luoghi attaraversati, oltre che un ottimo indotto per le attività commerciali. La serata è stato l’ultimo impegno per il 2025 di Sportivi per Vicenza, ma é già allo studio il “palinsesto” per il 2026 per nuove iniziative ed eventi che vedranno l’Associazione impegnata a divulgare e promuovere lo sport visto come strumento di inserimento sociale, standard culturale ormai imprescindibile.
Maurizio Ottomano
SportiviperVicenza




