di Redazione · Febbraio 7, 2026
150 imbarcazioni ferme da settembre, 300 addetti senza reddito, 20 milioni di perdite. Martedì la manifestazione per chiedere interventi contro il collasso ambientale
Il granchio blu era solo l’inizio. Ora nell’Alto Adriatico è il clima a dare il colpo di grazia a un settore già in ginocchio. Vongole e lupini di mare stanno scomparendo. Le temperature dell’acqua sopra i 30 gradi nell’estate 2024, la mucillagine che soffoca i fondali, le alluvioni che hanno alterato la salinità e trasportato sostanze tossiche dai fiumi. Il risultato: 150 imbarcazioni ferme da settembre 2024, 300 addetti senza reddito, perdite stimate in 20 milioni di euro.
I pescatori tra Goro e Trieste organizzeranno una protesta a Venezia. La data verrà decisa probabilmente martedì prossimo, come ha annunciato all’ANSA il vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative, Paaolo Tiozzo. Non è una manifestazione corporativa. È la denuncia di un collasso ambientale.
“I molluschi sono le prime sentinelle dello stato di salute delle acque”, spiega Tiozzo. “Se non ci sono, significa che qualcosa non va”. E qualcosa effettivamente non va. Lo shock termico del mare sopra i 30°C nell’estate 2024 ha creato le condizioni per una moria di massa. La mucillagine ha soffocato i fondali. Le alluvioni hanno alterato la salinità e trasportato sostanze tossiche.
Dalle vongole di allevamento a quelle di mare, la strage è totale. Un settore che era il primo polo produttivo d’Europa ora è al collasso. I tentativi di risemina sono falliti. Le marinerie si preparano a manifestare a Venezia per chiedere interventi e indagini sulle cause ambientali. Per capire cosa sta succedendo. Per provare a salvare il salvabile.
Venti milioni di euro di perdite. Trecento famiglie senza reddito. Centocinquanta imbarcazioni ferme. Il clima che non concede tregua. E un piatto di spaghetti con prodotto italiano che diventa sempre più difficile da mangiare.




