Il commissariamento gentile

di Arrigo Abalti · Marzo 30, 2026

Silvio Giovine supera a destra e detta la linea: FdI con Pierluigi Giacomello

 

La notizia non è che FdI sostiene Giacomello. La notizia è come lo fa: da destra, scavalcando il circolo locale che aveva già scelto. Silvio Giovine, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, ha fatto quello che i capi provinciali fanno quando ritengono che la base si stia muovendo nella direzione sbagliata. Ha azzerato la partita e l’ha ricominciata con il suo nome sul foglio.

Il circolo leoniceno di FdI aveva un candidato: Flavio Mirandola, con alle spalle il ritorno di Luca Restello. Restello, che cinque anni fa la Lega costrinse a farsi da parte — e che da quella parte rimase, all’opposizione, a combattere dalla sua regia Giacomello per tutto il mandato. Sabato ha rotto cinque anni di silenzio e si è candidato. Non è la storia di un reduce che rientra nei ranghi. È la storia di un uomo che aspettava il momento giusto per regolare i conti con chi lo aveva messo fuori — la Lega, Giacomello, il sistema che li aveva prodotti entrambi. Giovine ha scelto proprio questo momento per scavalcarli tutti.

In politica questa mossa si chiama commissariamento gentile. Non si scioglie il circolo, non si convoca un’assemblea, non si discute. Si annuncia il sostegno al candidato che il provinciale ha scelto, e chi aveva scelto diversamente si trova davanti a un bivio: adeguarsi o spaccare. Giovine ha calcolato che nessuno a Lonigo, in questo momento, ha la forza o la convenienza a spaccare.
L’argomento usato — la sinistra che dialoga con le frange estreme, la necessità di compattare la coalizione — è quello giusto per qualunque decisione in qualunque elezione. Funziona sempre perché è vero abbastanza da non poter essere contestato e abbastanza generico da coprire qualsiasi scelta tattica sottostante.

Ma il campo, fuori dal comunicato, è più affollato di quanto il provinciale voglia far sembrare.
Restello è in acqua, dopo cinque anni di bordo piscina. Con lui una lista non debole è in arrivo.
Silvano Marchetto va avanti. Forza Italia ufficialmente con lui, ma non tutta: già si sentono passi nei corridoi di chi, dentro FI, preferisce la corte di Giacomello al campo aperto di un ex sindaco senza esercito. Marchetto sa di correre con una bandiera che qualcuno, nel frattempo, sta piegando.
E poi c’è Mr. X del centrosinistra. Nome ancora ignoto, presenza già certa. Perché a Lonigo il centrosinistra esiste — è esistito per cinque anni dentro la maggioranza di Giacomello, silenzioso e marginale — e a un certo punto dovrà decidere se continuare a stare nell’ombra di un sindaco che ora ha scelto il centrodestra, oppure presentarsi con una propria faccia.
Andrea Castiello, per ora, non pervenuto. Le sue truppe civiche presidiano le colline, il telefono squillerà, ma lui non risponde ancora. È la sua strategia da cinque anni. Funziona.

Giacomello incassa FdI provinciale e Lega. Ma porta con sé una coalizione che ha già una frattura interna prima ancora di scendere in piazza. Giovine ha segnato il primo punto — ma il tabellone, a Lonigo, è ancora tutto da scrivere.​​​​​​​​​​​​​​​​ Almeno nel campo del Centrodestra che si prepara al duello.

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