di Redazione · Aprile 18, 2026
E il Veneto che non dorme più
C’è una scena che basta da sola. Un uomo che parcheggia l’auto in garage, di notte, davanti a casa sua. Un gesto quotidiano, domestico, quasi rituale. E invece dietro un cespuglio ci sono quattro uomini armati e incappucciati che aspettano. La vita, a volte, non avvisa.
Alberto Filippi, ex senatore e imprenditore vicentino, è stato rapinato nella sua villa di Arcugnano e sequestrato per circa un’ora da un gruppo di quattro malviventi che hanno fatto irruzione intorno alle 23 di venerdì 17 aprile. Lo hanno percosso, trascinato all’interno della villa dove c’erano la moglie e le figlie piccole, tenuto sotto tiro per circa un’ora. Il commando ha messo a soqquadro la villa portando via un bottino stimato intorno ai tre milioni di euro tra orologi di pregio e altri oggetti di valore. I carabinieri indagano.
La solidarietà a Filippi e alla sua famiglia è dovuta, senza aggettivi e senza condizioni. Una pistola puntata in fronte a un uomo davanti alle sue figlie è una violenza che non ammette distinguo. Non esistono vittime di serie B.
Detto questo, c’è una domanda che questa notte pone al Veneto intero, e non riguarda solo Filippi. Riguarda tutti. Le ville del Nordest — con i loro garage automatici, i loro cancelli elettrici, le loro telecamere che riprendono tutto e non fermano nessuno — sono diventate un bersaglio sistematico. Un commando organizzato, armato, che conosce le abitudini della vittima, che aspetta nascosto, che agisce con precisione da professionisti.  Non è la disperazione. È un mestiere.
Il Veneto ricco — quello che produce, che esporta, che accumula — ha un problema di sicurezza che non si risolve con le ronde e non si racconta solo con l’indignazione da tastiera. Si risolve con lo Stato. Con i carabinieri, con le risorse, con politiche serie di contrasto a una criminalità che in questo territorio non è mai stata ospite di passaggio.
Stanotte ad Arcugnano una famiglia ha vissuto un’ora di terrore. Questo è il fatto. Il resto, per adesso, può aspettare.




