TAV, Giovine in visita al Lotto 2 ad Altavilla: “Grande lavoro di tecnici e operai. Ma sul Lotto 3 l’inerzia del Comune di Vicenza rischia di danneggiare opera e cittadini”

di Redazione · Maggio 9, 2026

VICENZA — La realizzazione della linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Verona-Padova procede a ritmi serrati, ma i nodi politici e amministrativi rischiano di rallentare un’infrastruttura cruciale per il territorio. È questo il messaggio lanciato dal deputato vicentino Silvio Giovine a margine della sua visita al cantiere del Secondo Lotto Funzionale (il cosiddetto “Attraversamento di Vicenza”) ad Altavilla Vicentina.

Accompagnato dai tecnici di IRICAV DUE — il consorzio controllato da Webuild e incaricato da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) della progettazione e realizzazione dell’opera — Giovine ha potuto verificare lo stato di avanzamento dei lavori. Le attività illustrate spaziano dalle bonifiche belliche alle demolizioni propedeutiche, fino all’avvio dei lavori per il bacino di laminazione del fiume Onte.

“Ho potuto constatare un lavoro imponente, complesso e portato avanti con grande professionalità”, ha dichiarato Giovine. “Dietro un’infrastruttura di questa portata ci sono tecnici, operai, progettisti e maestranze che ogni giorno operano con serietà, competenza e attenzione. A loro va riconosciuto uno sforzo straordinario, anche perché parliamo di cantieri che devono procedere garantendo sicurezza, rispetto delle normative, tutela dei cittadini e massima attenzione al territorio”.

Un’opera strategica per il Nord Est
Per il deputato, l’Alta Velocità rappresenta un’opportunità irrinunciabile per rafforzare i collegamenti, migliorare la mobilità delle persone e rendere più competitivo il trasporto merci. L’obiettivo è inserire Vicenza a pieno titolo nel Corridoio Mediterraneo della rete strategica transeuropea TEN-T, l’asse fondamentale che collega la Spagna alla frontiera ucraina.

Tuttavia, proprio l’importanza dell’opera richiede che tutti i soggetti istituzionali facciano la propria parte. “Le imprese e gli operatori stanno lavorando, lo Stato e RFI stanno portando avanti un’infrastruttura strategica, ma il territorio non può permettersi ritardi dovuti a incertezze o mancate decisioni da parte degli enti locali”, ha sottolineato Giovine.

Il nodo del Lotto 3 e l’uscita est
Il riferimento critico è rivolto in particolare al Terzo Lotto Funzionale “Vicenza-Padova”, non ancora contrattualizzato con IRICAV DUE, e alla complessa questione dell’uscita est da Vicenza. Su questo tema, Giovine ha già presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sulle tempistiche.

“Il nodo politico e amministrativo oggi è chiaro: sul Lotto 3 l’inerzia dell’amministrazione comunale di Vicenza rischia di diventare un problema serio”, ha affermato senza mezzi termini. “Non decidere, rinviare, restare sospesi, significa mettere in difficoltà non solo il percorso dell’opera, ma anche i cittadini, che rischiano di subire più a lungo disagi, incertezze e cantieri senza una prospettiva definita”.

Secondo Giovine, la scelta sulla soluzione progettuale per l’uscita est non può essere continuamente elusa. “L’ente comunale è il soggetto preposto ad assumere una posizione chiara nell’interesse della città. È legittimo valutare, approfondire e confrontarsi, ma alla fine amministrare significa decidere. E su un’opera di questa rilevanza non decidere equivale a scegliere l’immobilismo, con il rischio di scaricarne le conseguenze sui cittadini e sul sistema economico vicentino”.

Le opere complementari: Metrobus e parcheggi
L’attenzione del deputato si è concentrata anche sulle opere complementari alla linea ferroviaria, a partire dalla nuova linea di Trasporto Pubblico Locale (Metrobus) prevista a Vicenza. “L’Alta Velocità non è solo una ferrovia: è un sistema di opere che deve funzionare insieme”, ha evidenziato. “Se le opere complementari non procedono con tempi certi, se le autorizzazioni rallentano, se manca una regia territoriale efficace, il rischio è che i cittadini paghino il prezzo dell’indecisione”.

Giovine ha citato come “esempio evidente” proprio la gestione del Metrobus: “Negli ultimi 3 anni si potevano valutare percorsi alternativi piuttosto che soluzioni più moderne e meno impattanti, come i bus a idrogeno, evitando a residenti e commercianti di San Felice i disagi che stanno vivendo e che rischiano di ripetersi anche in corso Padova, oltre alla perdita di parcheggi in viale Giuriolo, in pieno centro storico”.

Critiche anche sui ritardi per il parcheggio interrato in stazione, un’opera che “garantirà circa 500 nuovi posti rappresentando una svolta epocale sul fronte sosta per il centro storico”. Resta poi aperta la questione della galleria lunga per evitare l’impatto del cavalcavia a Settecà: “Un sindaco avrebbe dovuto, e dovrebbe tuttora, battersi giorno e notte per la terza opzione. Su questo è bene ricordarlo: l’unico atto di indirizzo votato in consiglio comunale risale al 2022 durante l’amministrazione Rucco. Dopodiché il nulla”.

“Rivolgo un appello chiaro all’amministrazione comunale di Vicenza: si assuma la responsabilità della scelta, nell’interesse della città e del territorio. Basta inerzia”, ha concluso Giovine. “Vicenza ha bisogno di certezze, di tempi chiari e di istituzioni capaci di decidere. Un’opera strategica come la TAV non può restare ostaggio dei tentennamenti di chi amministra la città”.

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