visitlandsofvicenza.com, il turismo diventa una storia

di Redazione · Maggio 27, 2026

 

C’è una frase di Francesco Enrico Gonzo che vale la pena di conservare, perché dice più di quanto sembri. “Per anni, in modo molto veneto, abbiamo lavorato vicini, ma non insieme.” È una confessione e un programma. È anche — a chi conosce il Nordest dall’interno — una diagnosi precisa di una patologia storica: l’eccellenza frammentata, il campanile come orizzonte, il primato del proprio come limite al comune.

Il lancio di visitlandsofvicenza.com, presentato questa mattina alla Camera di Commercio e atteso online per fine giugno, non è una notizia tecnologica. È — se le premesse reggono alla prova dei fatti — una notizia culturale. La piattaforma nasce per iniziativa della Consulta Turismo del Territorio e porta a sistema le destinazioni vicentine — dall’Altopiano dei Sette Comuni ai Colli Berici, da Bassano alle Piccole Dolomiti — insieme a una rete di oltre cento operatori locali. Ma il punto non è l’aggregazione. È la logica che la governa.

Dall’attrattore al prodotto

Il turismo vicentino ha vissuto per decenni della propria rendita: Palladio, il centro storico, qualche borgo. Un’offerta nobile, ma distribuita in silos. Ogni OGD per sé, ogni comune con il proprio dépliant, ogni operatore con la propria storia da raccontare — bella, spesso eccellente, ma senza una narrativa comune che la contenesse.

La piattaforma prova a invertire la logica: non più “vieni a vedere questo monumento” ma “vieni a vivere questa esperienza”. Outdoor, enogastronomia, bike, cultura, heritage: prodotti trasversali che attraversano i confini amministrativi come se non esistessero — perché per il turista, di fatto, non esistono. Il turista, come ricorda Gonzo, non sceglie il confine di un comune. Sceglie una storia.

La qualità contro il numero

C’è un’altra affermazione del consigliere provinciale che merita attenzione, forse ancora più dell’altra. “La nostra ambizione non è avere più turisti, è lasciare più valore.” È una posizione controcorrente in un’epoca in cui il turismo viene ancora misurato in flussi, presenze, pernottamenti — numeri che fanno bella figura nelle relazioni di fine anno ma raccontano poco di ciò che rimane.

Gonzo parla di permanenza, di economia diffusa, di opportunità per i giovani, di servizi che restino ai residenti. È la grammatica del turismo di qualità, quella che alcune destinazioni alpine hanno imparato a praticare — non senza fatica — e che il vicentino, con la sua complessità di territorio, le sue contraddizioni tra manifattura e paesaggio, tra montagna e pianura, deve ancora costruire in modo compiuto.

Infrastruttura e volontà politica

Il portale si inserisce nel percorso del Destination Management Plan provinciale, promosso da Camera di Commercio, Provincia e le tre OGD vicentine. È un segnale importante: non un’iniziativa isolata, ma un tassello dentro una cornice programmatica. La differenza, in questo tipo di processi, la fa sempre la governance — quanto a lungo la volontà politica regge rispetto all’entusiasmo dell’inaugurazione.

“Il lavoro vero inizia adesso”, ha concluso Gonzo. Frase onesta. Forse la più onesta della mattinata. Perché i portali si costruiscono in mesi, le destinazioni in anni. E le destinazioni vere — quelle che i turisti scelgono non una volta sola ma tornano a cercare — si costruiscono solo quando i territori smettono di essere una somma di luoghi e diventano, finalmente, una storia che vale la pena di raccontare.

 

CONDIVIDI SU

[wpzoom_social_icons id="12577"]