La relazione – al capolinea – tra sindaci uscenti e partiti

di Arrigo Abalti · Febbraio 21, 2024

“La nostra relazione

Ormai non ha più senso

Tu hai le tue ragioni

Ed io son forse troppo stanco

Tra l’altro non è facile

Ricominciare tutto

Lasciamo stare dai

Non rifacciamo un letto ormai disfatto”

E chi non si ricorda questi versi di una delle più struggenti canzoni di Vasco Rossi, insuperabile nel raccontare la fine di un amore? Una situazione simile a quello che sta accadendo a Bassano del Grappa ed a Montecchio Maggiore. Due comuni a doppio turno. Due comuni a guida Centrodestra. Due comuni a guida Lega Nord. Due comuni con un sindaco potenzialmente ricandidabile perché alla fine del primo mandato. Due comuni dove è sempre più chiaro che non saranno questi sindaci ad essere scelti della Lega per il prossimo giro che inizia con le Elezioni di giugno.

Va registrato un singolare inedito nelle liturgie della politica locale.

Normalmente, da sempre, il sindaco uscente viene ricandidato, anche perchè di solito arriva alla fine del mandato più forte di quando ha iniziato. Ha avuto cinque anni di tempo per dimostrare le sue capacità, politiche, amministrative e relazionali. Ha avuto cinque anni di tempo per consolidare la vittoria ottenuta alle urne e stringere alleanze. Ha avuto cinque anni per lasciare una traccia del suo passaggio.

Nel caso di Bassano e Montecchio è andata così? Sembra una domanda retorica visto come sta finendo.

In casa del Carroccio sul tema c’è un malcelato imbarazzo. Il segretario provinciale Denis Frison non lo vediamo dalle elezioni a Vicenza. Non comunica e non fa sapere nulla a riguardo. Sia Pavan che Trapula si sono praticamente autocandidati senza nessun seguito agli endorsement su se stessi. Il loro partito ha fatto finta di niente, evitando di pronunciarsi pro o contro, FdI si è girata dall’altra parte e addirittura Forza Italia ha lanciato a Bassano la candidatura di uno degli assessori storicamente più leali a Pavan, Mariano Scotton.

A Montecchio si parla ormai solo del ritorno di Milena Cecchetto e della sfida con FdI che sembra avere un candidato alternativo, mai però ufficializzato. Trapula missing. Qualcuno lo dà al lavoro per candidarsi “whatever it takes”, con una civica di disturbo e il rientrante Maurizio Scalabrin (Italia Viva), qualcuno lo avrebbe avvistato bussare alla porta dei Fratelli, quello che sembra chiaro è che non ha intenzione di farsi mettere da parte. I vertici della Lega raccontano però che alla prima crisi di maggioranza, avvenuta dopo poco più di un anno dalla vittoria, il patto confezionato all’ombra dei castelli prevedeva di restare uniti fino alla fine del mandato al prezzo di non confermare proprio Trapula. Come dire evitiamo la sfiducia, ma la prossima volta ci sarà qualcun altro al posto dell’attuale sindaco. Come dire che i problemi di feeling tra sindaco e la sua maggioranza si sono visti subito.  Anche in questo caso ci sono smentite e conferme. Ma, tornando a Vasco Rossi, la relazione tra sindaco e Lega è al capolinea.

A Bassano la relazione Pavan-Lega è pesantemente in crisi. La partita per la sfida del Ponte, tra Lega e FdI, ha già archiviato l’esperienza di Elena Pavan,  perchè Alberto Stefani e la sezione locale del Carroccio hanno messo sul tavolo il carico da 90, Nicola Finco, e FdI oscilla tra Stefano Giunta e Andrea Zonta, entrambi ingegneri, entrambi vicesindaci – di Giampaolo Bizzotto, Giunta, di Elena Pavan, Zonta -, a cui vanno aggiunte le manovre al centro di Gigi D’Agrò & friends che stanno portando nelle acque del Brenta le nostalgie ed i rimpianti per la Balena Bianca. Insomma una puzzle non semplice da comporre, con un’unica componente comune: nessuno ricandida Pavan.

“Non è un segreto dai lo sanno tutti” concludeva Vasco. Come sanno tutti che Trapula e Pavan hanno una relazione complicata con la Lega.

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