Veneto, solo 9 strutture sanitarie collaudate su 130 previste dal PNRR: il grido d’allarme dello Spi Cgil

di Redazione · Dicembre 20, 2024

La rivoluzione promessa per la sanità territoriale attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rischia di rimanere incompiuta in Veneto. A lanciare l’allarme è lo Spi Cgil, il sindacato dei pensionati, che denuncia ritardi significativi nella realizzazione di case e ospedali di comunità. Su 130 strutture previste, solo 9 sono state completate e collaudate, secondo i dati aggiornati a giugno 2024.

La segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto, Nicoletta Biancardi, non nasconde la preoccupazione: “Appare alquanto difficile concludere tutto entro il 2026, come stabilito dal PNRR. Ci attendiamo un’accelerazione, perché in ballo c’è la rivoluzione della sanità e dell’assistenza territoriali”.

Case di comunità: solo 4 strutture completate

Secondo il report del sindacato, solo 4 case di comunità su 95 previste sono state completate e collaudate. Di queste, 57 cantieri sono in corso, mentre 38 devono ancora essere avviati. Le case di comunità, finanziate con oltre 135 milioni di euro dal PNRR, dovrebbero offrire dieci servizi fondamentali, tra cui medico di base, specialistica ambulatoriale, assistenza domiciliare integrata e punto prelievi. Tuttavia, la Regione Veneto ha previsto un minimo di soli tre servizi essenziali, sollevando interrogativi sul rispetto degli standard previsti dal Piano.

Ospedali di comunità: solo 5 strutture operative

Per quanto riguarda gli ospedali di comunità, la situazione non è migliore. Dei 35 programmati, solo 5 sono stati completati e collaudati, mentre 23 cantieri sono in corso e 12 devono ancora partire. Il PNRR destina 74 milioni di euro alla costruzione di queste strutture, che hanno un ruolo cruciale come ponte tra il ricovero ospedaliero e l’assistenza domiciliare. Ogni ospedale dovrebbe avere tra 15 e 20 posti letto ogni 50-100 mila abitanti, ma la realizzazione procede a rilento.

Altri progetti in ritardo

Oltre alle case e agli ospedali di comunità, la Missione 6 del PNRR prevede investimenti per 300 milioni di euro, destinati in parte alla presa in carico di oltre 43.000 anziani veneti affetti da patologie croniche. Un altro progetto fondamentale è l’implementazione delle centrali operative territoriali (Cot), che dovrebbero coordinare l’assistenza per i pazienti più fragili. Anche qui, tuttavia, il percorso appare ancora lungo.

Le criticità: carenza di personale e fondi insufficienti

Il problema non è solo nei ritardi strutturali. “Il PNRR finanzia gli edifici, ma non il personale”, sottolinea Biancardi. Sebbene le leggi di bilancio del 2022 e 2023 abbiano stanziato 72 milioni di euro per l’assunzione di infermieri e altri operatori, il sindacato ritiene le risorse ancora insufficienti. Inoltre, rimangono incognite sulla sorte delle medicine di gruppo integrate e sul numero effettivo delle case di comunità hub previste: “99, 95 o 91? Non è chiaro”.

Conclusioni

“La sanità territoriale è un tema cruciale, soprattutto per le persone anziane che rappresentiamo”, conclude Biancardi. “Questa è un’occasione unica e irripetibile per dare risposte concrete ai cittadini e alle cittadine del Veneto. La Regione deve accelerare per non perdere questa opportunità storica”.

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