Liste di attesa, Bigon (Pd): “Sanità pubblica al collasso, cure immediate per tutti o sarà emergenza”. CoVeSap: 51 Sportelli contro il caos sanitario

di Redazione · Maggio 27, 2025

Venezia – “La sanità pubblica veneta è al collasso: le liste di attesa sono un’emergenza che va risolta ora, garantendo cure a tutti, indipendentemente dal reddito”.

 

Con queste parole, Anna Maria Bigon (Pd), vicepresidente della commissione Sanità e Sociale, ha lanciato un allarme oggi a palazzo Ferro Fini durante una conferenza stampa promossa da CoVeSap, il Coordinamento dei Comitati veneti per la difesa della sanità pubblica. L’urgenza di agire è evidente: migliaia di cittadini attendono mesi per visite e controlli, costretti a rivolgersi al privato o, peggio, a rinunciare alle cure.

CoVeSap, con 51 Sportelli attivi in Veneto e 208 volontari, è in prima linea per combattere questa crisi. Tra maggio 2024 e aprile 2025, hanno gestito 2146 ricorsi documentati, più un altro migliaio in corso, per garantire prestazioni diagnostiche ambulatoriali nei tempi previsti. “Non possiamo permettere che i cittadini paghino per curarsi o restino senza assistenza”, ha dichiarato Bigon. “Mancano medici di famiglia, il 60% degli accessi al Pronto Soccorso sono ‘Codici bianchi’ per assenza di alternative. È una vergogna”.

Le criticità sono drammatiche: tempi di attesa infiniti, prenotazioni impossibili, percorsi confusi per i controlli. Orianna Zaltron di CoVeSap ha denunciato la carenza di personale sanitario – 8000 dimissioni volontarie dal pubblico tra 2019 e 2024 – e la mancanza di dati trasparenti. “Le norme attuali non funzionano. Servono medici e infermieri, subito”, ha aggiunto Salvatore Liard, rappresentante di CoVeSap. Gli Sportelli supportano i cittadini con istanze alle Ulss, ma il loro lavoro evidenzia un sistema al capolinea.

Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo) ha definito “pericolosa” la rimozione del tempo massimo di “galleggiamento” nel nuovo Piano regionale, mentre Chiara Luisetto (Pd) ha denunciato lo smantellamento dei servizi territoriali. Francesca Zottis, vicepresidente del Consiglio, ha chiesto risorse immediate per il pubblico: “Basta finanziare il privato per tappare i buchi”. Erika Baldin (M5S) ha ricordato una proposta di legge del 2023, ignorata, per prestazioni in intramoenia in caso di ritardi. Renzo Masolo (Europa Verde) ha puntato il dito sulla salute mentale, “abbandonata”, e Arturo Lorenzoni (Gruppo Misto) ha lodato i volontari, che “smascherano le bugie della maggioranza”. Andrea Zanoni (Europa Verde) ha bollato come “scandaloso” destinare fondi alle armi mentre si tagliano risorse per gli anziani bisognosi di cure.

“Lo stanziamento di 40 milioni della Giunta è una goccia nel mare”, ha concluso Bigon. “Servono investimenti massicci, ora, per personale e servizi territoriali. Ogni giorno di ritardo è una condanna per chi aspetta una visita”. Gli Sportelli di CoVeSap gridano l’urgenza di una sanità pubblica che torni a funzionare, prima che sia troppo tardi.

CONDIVIDI SU

[wpzoom_social_icons id="12577"]