di Arrigo Abalti · Luglio 11, 2025
Il passo indietro dell’assessore Marchioro, (sembra) tenuto nascosto per giorni, svela la crisi interna alla maggioranza: l’asse Marigo-Orsi è al capolinea e FdI osserva pronto a entrare in scena
C’era un foglio. Anzi, forse due. Scritti con tono sobrio, senza enfasi. Erano le dimissioni di Giorgio Marchioro, assessore all’urbanistica del Comune di Schio. Nessuna conferenza stampa, nessuna nota ufficiale: solo un gesto depositato in un cassetto. Quello della sindaca Cristina Marigo, che ha preferito – sempre secondo i sussurri di Palazzo Garbin – chiudere, letteralmente, la notizia a chiave per qualche giorno. Aspettando. Riflettendo. O, forse, temendo.
Perché in politica, si sa, anche i cassetti parlano. E quello della sindaca, oggi, mormora inquietudini. Racconta di un assessore tecnico, stimato e poco incline alle alchimie della politica, che decide di lasciare in silenzio. E racconta di una maggioranza che, un anno dopo la vittoria, mostra più punti interrogativi che certezze.
Marchioro se ne va — spiegano dal suo entourage — per “coerenza personale”, ma chi conosce le dinamiche scledensi sa che il contesto è molto più denso. Il fronte tra la sindaca e l’ex primo cittadino Valter Orsi, oggi Presidente del Consiglio Comunale, si è trasformato in un logoramento quotidiano. I rapporti politici si sono raffreddati. E le parole sussurrate nei corridoi di Palazzo Garbin parlano di un possibile addio anche di Orsi. Le sue dimissioni da Presidente del Consiglio Comunale sarebbero il sigillo finale su una maggioranza ormai divisa in due tronconi.
Il primo è quello rimasto fedele a Marigo, che prova a tenere la barra dritta in una stagione amministrativa complicata. L’altro è l’arcipelago degli orsiani, pronti a far saltare il banco. Magari in nome di un nuovo equilibrio in cui Fratelli d’Italia, ad oggi all’opposizione, potrebbe ritrovarsi protagonista in aula.
Non è un caso, raccontano fonti bene informate, se nelle ultime settimane alcuni esponenti vicini al partito della Premier abbiano intensificato i contatti con pezzi della maggioranza scledense. Il primo nome che circola è quello di Andrea Nardin, oggi Presidente della Provincia, candidato in Regione tra i meloniani locali e sostenuto da Valter Orsi. Il secondo è quello che sta ingrossando i fans dell’ex sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, anche lui in corsa per Palazzo Balbi con il supporto del circolo FdI di Schio e di gran parte dell’apparato della destra. E la crepa tra Marigo e Orsi potrebbe diventare la cresta su cui si innesterà un nuovo patto.
Il gesto di Marchioro, dunque, è tutto fuorché marginale. È il primo mattoncino che si stacca dalla parete. E se anche fosse solo un fatto personale, resta il segnale che il clima è cambiato. Che non c’è più quella compattezza originaria. E che ora anche la sindaca dovrà decidere se aprire definitivamente quel cassetto — e con esso, un rimpasto — o continuare a trattenere l’informazione come se il silenzio bastasse a evitare le fratture.
Ma la politica non si governa coi cassetti. Si governa con i numeri e con le alleanze. E quando queste traballano, anche il foglio lasciato in un angolo può diventare una miccia.



