di Redazione · Maggio 10, 2025
Screening gratuito per i neocinquantenni dei Sette Comuni: così l’ULSS 7 tenta il cambio di passo nella lotta alle patologie cardiovascolari
C’è un momento nella vita in cui il cuore chiede attenzione. Non è una metafora, ma la diagnosi che l’ULSS 7 Pedemontana ha deciso di mettere nero su bianco attivando anche sull’Altopiano dei Sette Comuni il programma di screening “Cardio50”. Un’iniziativa concreta – e gratuita – rivolta a chi raggiunge il traguardo simbolico dei 50 anni, con l’obiettivo dichiarato di intercettare sul nascere le patologie cardiovascolari, ancora oggi la prima causa di morte in Italia.
Non si tratta di uno spot sulla prevenzione, ma di un piano strutturato, operativo da pochi giorni anche ad Asiago, che nel solo 2025 coinvolgerà circa 700 cittadini, estendendo l’invito non solo ai nati nel 1975, ma anche a quelli del biennio precedente. A regime, saranno circa 200 le persone chiamate ogni anno a partecipare.
Dal rischio all’azione
L’invito arriva direttamente a casa. Basta rispondere con una telefonata al Centro Screening per prenotare l’appuntamento presso l’ambulatorio vaccinale in via Monte Sisemol, dove un’équipe sanitaria effettuerà una valutazione personalizzata del rischio cardiovascolare. Si parte dallo stile di vita – fumo, sedentarietà, dieta, consumo di alcol – per arrivare ai parametri biometrici e clinici: pressione, glicemia, colesterolo, indice di massa corporea.
Non è un semplice check-up: è un’indagine predittiva che permette di intercettare chi rischia di ammalarsi e non lo sa. Per i casi a rischio, sono previsti percorsi clinico-terapeutici mirati e un follow-up telefonico entro sei mesi. «Dietro ogni invito c’è un grande sforzo organizzativo – ha dichiarato il Direttore Generale dell’ULSS 7, Carlo Bramezza –. Ma serve anche la risposta del cittadino: la prevenzione funziona solo se viene accolta».
Il cuore oltre la burocrazia
In un’epoca in cui la sanità pubblica è spesso travolta da emergenze e tagli, Cardio50 rappresenta un raro esempio di politica sanitaria lungimirante. Lo spiega con chiarezza il dott. Ciro Sannino, responsabile del programma: «Agire prima che si manifestino i sintomi significa salvare vite e risorse. I cinquantenni sono una fascia chiave: abbastanza giovani per cambiare stile di vita, abbastanza maturi da capire perché farlo».
E i numeri parlano chiaro. Colesterolo, ipertensione, diabete, obesità e fumo restano i principali killer silenziosi. In Altopiano, l’altitudine non protegge dal rischio, ma può diventare alleata se le istituzioni sanitarie riescono a creare consapevolezza.
Una nuova grammatica della salute
Non è solo un’iniziativa medica, ma anche culturale. Quando la sanità pubblica si fa prossima, chiama per nome e accompagna nel percorso, allora non è più solo un “servizio” ma una presenza concreta. E questo – soprattutto in un territorio di montagna come l’Altopiano – può fare la differenza tra prevenzione e rinuncia, tra cura e dimenticanza.
Da oggi, per i neocinquantenni dell’Altopiano, sapere come sta il proprio cuore non è più questione di fortuna o di sintomi trascurati. È una scelta possibile, gratuita, vicina. Basta rispondere all’invito. E mettersi in cammino, prima che sia il cuore a fermarsi.




