Ballare da soli per perdere le elezioni

di Arrigo Abalti · Febbraio 17, 2024

Il Centrodestra veneto sembra essere diviso ormai su tutto. L’autonomia è riproposta continuamente dalla Lega, ma molti dirigenti non ci credono più, e  gli alleati hanno relegato il mantra del Carroccio al folklore del passato. Il terzo mandato per i Presidenti di Regione, impropriamente definiti “governatori” come se fossimo negli USA, rimesso continuamente all’ordine del giorno ma con forti rischi che vada in soffitta perchè viene raccontato come una misura ad personam per Luca Zaia. E poi il capolavoro: andiamo da soli. Solo che stavolta non è il film di Bertolucci, è la realtà che fotografa un problema, la politica travolta dalle logiche di potere. E la battaglia della Lega che non ci sta ad accettare il successo elettorale di Fratelli d’Italia.

A leggere le notizie venete e vicentine della stagione pre campagna elettorale c’è da farsi venire il mal di testa. Perché oltre alle divisioni venete, ci sono le declinazioni locali, in particolare nei comuni a doppio turno – quelli con più di 15mila abitanti – che vanno al rinnovo a giugno insieme alle Europee. Nel Vicentino sono sei, Bassano del Grappa, Schio, Arzignano, Montecchio Maggiore, Valdagno e Cassola. E qui iniziano le perle. Lega e Fratelli d’Italia si stanno contendendo i candidati sindaci, ma Forza Italia, nella versione riorganizzata da Flavio Tosi, non ci sta a fare la comparsa. E’ di oggi la notizia dell’ufficialità della candidatura di Mariano Scotton a Bassano per conto degli azzurri, ma si tratta solo dell’antipasto di una strategia più ampia che, racconta un dirigente forzista, prevede una corsa in solitaria al primo turno in tutti e sei i comuni in scadenza. Il motivo sembra sia il rifiuto ad Arzignano di andare con il Centrodestra unito a sostegno del sindaco uscente Alessia Bevilacqua della Lega. La linea di Zanettin, sarebbe quindi o uniti dappertutto o separati ovunque. A partire dalla città del Grifo dove Nicolò Sterle si prepara a candidarsi sindaco al modo di Scotton a Bassano.

E mentre Forza Italia ha già iniziato a Bassano a ballare da sola, i Fratelli e la Lega sono ai ferri corti a Bassano e in tensione a Montecchio. Nella città del Ponte degli Alpini Elena Pavan sembra fuori gioco, ma potrebbe rientrare con una lista propria non accettando l’emarginazione dai giochi, i meloniani tengono duro sulla candidatura di Stefano Giunta e il Carroccio avrebbe dettato la linea del Piave su Nicola Finco. D’accordo che Mao sosteneva che bisognava marciare divisi per colpire uniti, ma qui sembra che ci si stia colpendo a vicenda dentro al Centrodestra e se questa è la tattica per alzare il prezzo di un difficile accordo tra le diverse anime dell’alleanza che al momento non c’è, potrebbe succedere che si arrivi ad una pace armata in zona Cesarini per poi affrontare una campagna elettorale di musi lunghi ed aspettative deluse. Non è il clima migliore per invitare al voto i bassanesi costretti ad assistere al valzer delle poltrone anziché al dibattito su un’idea di città.

Copione simile, ma diverso, a Montecchio Maggiore, dove l’intervista di qualche giorno fa al sindaco uscente Gianfranco Trapula ha fatto il giro delle scrivanie dei partiti seminando imbarazzi per i sottintesi al vetriolo rivolti a Milena Cecchetto, data ormai per sicura candidata alla successione di Trapula. E Fratelli d’Italia, anche qui, avrebbe in corso trattative non più segrete con Silvio Parise, amministratore castellano di lungo corso ed attuale Presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. I soliti bene informati raccontano addirittura che a Montecchio potrebbe verificarsi un’inedita alleanza tra FdI e PD in funzione anti Lega. Se poi ci aggiungiamo i Forzisti che ballano da soli, meglio preparare i pop corn perchè lo spettacolo è assicurato. Il candidato azzurro, dicono i bene informati, dovrebbe essere Roberto Pellizzaro.

Situazione ancora avvolta nella nebbia delle trattative invece a Valdagno, Schio e Cassola, complice l’indipendenza dai partiti di Valter Orsi, che punta a mettere in scacco per la terza volta sia la destra che la sinistra con la sua vice, Cristina Marigo e Valdagno e Cassola che arrivano da dieci anni di guida PD.

In una quadro così confuso viene da chiedersi se vi sia, ai piani alti del Centrodestra, la consapevolezza che le lotte tra bande hanno già prodotto danni pesanti sul territorio, con la maggior parte dei capoluoghi guidati dal PD che vince sugli errori degli avversari, che preferiscono ballare da soli, sottovalutando il fastidio dei loro elettori per questo spettacolo. Uno show che i tre coordinatori regionali, Luca De Carlo (FdI), Alberto Stefani (Lega) e Flavio Tosi (FI) forse dovrebbero interrompere. Almeno per rispetto degli elettori dei loro partiti, che non amano e non hanno mai amato dividersi.

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