Case popolari a Vicenza, il SUNIA: “100 alloggi all’anno non bastano. Serve un piano casa nazionale!”

di Redazione · Gennaio 9, 2025

Il piano di investimenti annunciato dalla Giunta Possamai per il recupero di 100 alloggi ERP all’anno è un passo importante per affrontare l’emergenza abitativa a Vicenza. Tuttavia, secondo il SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari), è solo una goccia nel mare rispetto alle esigenze reali di oltre 1000 famiglie in graduatoria.

Il plauso alla Giunta comunale

«Molto bene che il Comune di Vicenza abbia comunicato un piano di investimenti significativo per gli alloggi sociali – ha dichiarato il segretario provinciale del SUNIA, Francesco Brasco –. Possamai e Tosetto stanno facendo un lavoro eccellente, ottimizzando le risorse disponibili con un progetto ben congegnato». Brasco ha definito il piano “autarchico”, evidenziando che Palazzo Trissino ha dovuto arrangiarsi con fondi propri, europei e regionali, senza il supporto strutturale del Governo e della Regione Veneto.

Un’emergenza che non si risolve con misure straordinarie

Nonostante il piano comunale preveda il recupero di 100 abitazioni all’anno, il SUNIA sottolinea che resteranno comunque circa 900 famiglie in attesa di un alloggio a fine 2025. ATER Vicenza, da parte sua, consegnerà nel 2026 solo 48 nuovi appartamenti a Laghetto, in via Beato Bartolomeo da Breganze. «Anche se il Comune riuscirà a recuperare altri 100 alloggi nel 2026 – afferma Brasco – resteranno comunque almeno 350 case sfitte, e l’emergenza abitativa non sarà risolta».

Le critiche a Regione e Governo

Secondo il SUNIA, il vero problema è la mancanza di un piano strutturale di lungo termine per l’Edilizia Residenziale Pubblica da parte della Regione Veneto e del Governo nazionale. «L’emergenza casa è drammatica anche a Vicenza – prosegue Brasco –. Gli affitti sul mercato privato sono inaccessibili per molte famiglie, mentre gli sfratti per morosità incolpevole aumentano. Questo perché Palazzo Chigi ha scelto di non rifinanziare il fondo nazionale per il sostegno all’affitto, lasciando molte famiglie senza aiuti».

Una richiesta di investimenti strutturali

Il SUNIA chiede un intervento deciso da parte del Governo e della Regione Veneto: «Serve un piano casa nazionale degno di questo nome, come il celebre piano Fanfani che portò alla costruzione del Villaggio del Sole a Vicenza. Solo con investimenti significativi sarà possibile dare risposte concrete alle migliaia di famiglie che hanno diritto a un alloggio popolare».

L’appello finale

Il sindacato chiude con un appello: «Non si può lasciare tutto il peso dell’emergenza casa sulle spalle dei comuni. Governo e Regione devono stanziare risorse per l’ERP, altrimenti il problema non farà che peggiorare». Per il SUNIA, solo un coordinamento tra istituzioni locali, regionali e nazionali potrà affrontare efficacemente la crisi abitativa, garantendo il diritto alla casa per i cittadini più vulnerabili.

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