Effetto Berlato

di Arrigo Abalti · Gennaio 27, 2025

Domenica mattina piovosa a Lonigo ieri, come un po’ in tutto il nordest, ma la pioggia che si vede dalle finestre della sede in cui si sta celebrando il rinnovo del circolo FdI di Lonigo, organizzato da Piero Puschiavo, diventa una doccia fredda quando prende la parola Sergio Berlato, europarlamentare meloniano di lungo corso e leader dell’area antagonista alla gestione Giovine, che a microfoni bene accesi palesa la sua disponibilità a candidarsi alle prossime Elezioni Regionali, previste ormai per il prossimo autunno, e dichiara anche che con lui ha dato la sua disponibilità Giulia Sottoriva, giovane Presidente di Confavi, la potente organizzazione di associazioni venatorie da sempre molto legata a Berlato.

Sentito da noi al telefono l’europarlamentare di Santorso conferma tutto, vuole misurarsi con la competizione regionale, disponibile, una volta eletto, a lasciare il comodo scranno che ha riconquistato la primavera scorsa per tornare a Venezia a rappresentare il suo storico mondo di riferimento.

E quindi, se poi al momento della validazione della lista di Fratelli d’Italia vicentina, la volontà di Berlato e Sottoriva verrà confermata, si aprirà una vera e propria caccia alla preferenza tra i principali candidati che hanno chances di staccare il biglietto per Palazzo Ferro-Fini. Ad oggi l’uscente e pirotecnico Joe Formaggio, che rappresenta l’outsider che va oltre il partito ma che assicura consenso che diversamente non avrebbe. Molto difficile incasella Formaggio nello schema classico della destra. Poi c’è l’ex sindaco di Vicenza Francesco Rucco e, da ieri, probabilmente, lo stesso Berlato. Altri nomi nella lista della destra berica che si fanno sono Elena Pavan, ex sindaco di Bassano approdata dalla Lega a Meloni, l’assessore di Arzignano Giovanni Lovato che aspira a rappresentare una delle aree più forti per il centrodestra come l’ovest vicentino, Emanuele Munari, ex primo cittadino di Gallio, Silvia Pasinato, ex sindaco di Cassola e qualcuno sussurra anche di un’ipotesi su Francesco Gonzo, sindaco di Isola Vicentina. Non ci sono conferme su un’altra candidatura eccellente di cui si parlava nei mesi scorsi come quella dell’ex parlamentare di AN, Giorgio Conte.

La candidatura di Berlato che effetto farà? In primo luogo se il leader del mondo venatorio torna a Venezia assicurerà un seggio al primo dei non eletti, Piergiacomo Sabiano detto Piga, esponente di riferimento dell’area di Comunione e Liberazione, riminese. Quindi l’effetto domino gioverebbe ai rapporti tra Meloni e la potente organizzazione cattolica. Poi c’è l’effetto Berlato sul Vicentino. L’entrata in campo, non certo in punta di piedi, dell’europarlamentare con probabile conseguente elezione, perchè “nel caso sceglierò la Regione e lascerò l’Europa” – ha dichiarato ai nostri microfoni – rivoluziona i giochi del partito vicentino. Mentre i congressi, sia provinciale, che comunali, hanno consolidato il controllo assoluto di Silvio Giovine ed Elena Donazzan, il risultato delle Regionali, sempre più probabili tra ottobre e novembre di quest’anno, potrebbe riaprire lo storico duello tra Berlato e Donazzan dopo un – breve – periodo di pace.

Insomma, i congressi, nella destra vicentina, come gli esami di Eduardo, non finiscono mai. E l’appuntamento d’autunno si preannuncia come un’altra, l’ennesima, battaglia, a suon di preferenze anziché di iscritti, tra Sergio Berlato ed Elena Donazzan. La quale, a questo punto, o scende in campo direttamente e regola i conti con la stessa determinazione che l’ha vista batterlo alle Europee, o converge tutto il suo consenso sul campione del nuovo assetto di FdI, Francesco Rucco, unendo le forze per contendersi il primato, non solo di preferenze ma, a questo punto di leadership. Del resto certi amori non finiscono – come cantava Antonello Venditti – fanno dei giri immensi ma poi ritornano. Ma amici mai.

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