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di Arrigo Abalti · Ottobre 19, 2026
Finco chiede a Fratelli d’Italia di scegliere tra l’Amministrazione e il capogruppo Stefano Giunta, e FdI risponde «o tutti o nessuno». A Bassano la maggioranza nata da un’addizione scopre di saper fare soltanto sottrazioni
Giunta, in italiano, è anche ciò che si aggiunge. «Per giunta» vuol dire in più, di soprammercato, ed è la formula con cui si annuncia una seccatura che arriva dopo un’altra. A Bassano il sindaco Nicola Finco ha chiesto a Fratelli d’Italia di scegliere tra l’Amministrazione e Stefano Giunta, il suo capogruppo. Dentro o fuori.
La sua maggioranza è nata proprio così, per aggiunta. Al ballottaggio del 2024 Fratelli d’Italia, che aveva candidato Elena Pavan contro il candidato della Lega, si apparentò con la Lega: due schieramenti che si erano combattuti fino al giorno prima, sommati in due settimane. «È la somma che fa il totale», diceva Totò in Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi. Vero. Ma il totale non dice chi ha messo che cosa.
E gli addendi non si piacevano. In Consiglio regionale c’erano gli emendamenti di Finco e le repliche di Elena Donazzan, mai corso buon sangue. Pavan era il sindaco uscente che la Lega aveva scaricato e i meloniani accolto. Giunta, già assessore con due sindaci diversi, rientrava da capogruppo e, si dice, contestava fin dall’inizio. Gli addendi avevano una faccia, e non era la stessa.
Poi sono arrivati i conti. «Numeri alla mano, siamo stati indispensabili per l’elezione a sindaco di Finco», riferiscono fonti di Fratelli d’Italia. A Finco, si racconta, è rimasto il dubbio che avrebbe vinto anche da solo. Il paradosso è tutto qui: una volta fatta l’addizione, nessuno può dimostrare quanto abbia messo. In Attraverso lo specchio la Regina Bianca chiede ad Alice se sa fare le addizioni, quanto fa uno più uno più uno e così via per dieci volte. Alice risponde che non lo sa, ha perso il conto. Due anni e mezzo dopo, a Bassano, il conto l’hanno perso tutti.
Finco ha provato con la sottrazione: o l’Amministrazione o Giunta. Fratelli d’Italia risponde con l’unica operazione che resta, la moltiplicazione per zero: o tutti o nessuno. Tenere due consiglieri ed escludere Giunta e Pavan, la sindaca che la Lega scaricò e loro accolsero, è un’ipotesi che, filtra, i meloniani non accettano. Il direttivo di stasera dirà se esistono ancora le condizioni per restare nella coalizione.
Dall’opposizione l’ex sindaco Riccardo Poletto si è già tirato fuori dal conto: «Mai e poi mai faremo da stampella a una maggioranza di destra che ha accolto anche Futuro Nazionale». E aggiunge: «Meglio prendere atto che una maggioranza non c’è più e dare la parola agli elettori».
Il centrodestra bassanese è in crisi, e non da questa settimana: lo dicono due anni e mezzo di rapporti difficili, e lo ripete l’opposizione. Tanto vale dichiararlo.
Perché la politica è l’unica addizione in cui gli addendi hanno una faccia: finché i conti tornano si può far finta di non vederla, quando non tornano il problema non è l’aritmetica, sono le facce.


