Il fuoco di Campo Marzo

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di Arrigo Abalti · Ottobre 12, 2026

Reati denunciati in calo a Vicenza, ma ieri sera alle otto il parco era deserto e senza pattuglie. È il paradosso della sicurezza che i numeri non vedono

 

 

Ore venti. Campo Marzo è vuoto. Al centro della passeggiata, un fuoco acceso.

Ci sono passato ieri sera. Nessun passante, un capannello di persone attorno alle fiamme, nessuna divisa in vista: né polizia locale, né forze dell’ordine, né la jeep dell’esercito. E la domanda, che è il vero titolo di questa storia: fareste passare di lì vostra moglie o vostra figlia?

Quel capannello, di per sé, non dice nulla: un fuoco non è una statistica. Eppure basta a definire un parco.

Intanto i numeri vanno nell’altra direzione. L’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, uscito oggi, dice che nella provincia di Vicenza i reati denunciati nel 2025 sono scesi di oltre il quattro per cento, più del doppio del calo medio italiano. In un anno siamo passati dal cinquantunesimo al cinquantottesimo posto su centosei: sette gradini più in basso in una classifica che nessuno vuole scalare. Meglio di prima. Il paradosso è tutto qui: la provincia migliora, forse anche il Capoluogo, ma Campo Marzo alle otto di sera resta un posto da attraversare in fretta o da non attraversare affatto.

Perché l’indice conta ciò che accade, non ciò che si evita. Il reato che non avviene perché nessuno passa non lascia verbale, e la passeggiata disertata non entra in nessuna tabella. Il parco più sicuro d’Italia, a quel conto, è quello in cui non entra nessuno.

Il Sole ricorda, per bocca di un ricercatore di Transcrime, che la percezione dei cittadini non tiene conto del trend storico. È vero. Ma è vero anche il rovescio: la statistica non tiene conto del marciapiede. Manzoni scrisse che il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune. Qui il buon senso sta nella tabella. Il senso comune sta al centro della passeggiata, e fa luce. Dove c’è fumo c’è arrosto, dice il proverbio; a Campo Marzo l’arrosto forse non c’è, il fumo sì, e col fumo si vive male.

La proposta è la più modesta e la più concreta: una pattuglia, almeno di sera. Non sposterebbe l’indice di un decimale. Cambierebbe chi passa. Ed è la richiesta che i sindaci italiani ripetono da mesi: il sindaco di Bari ricorda che alla polizia locale mancano circa dodicimila agenti in tutto il Paese.

Perché la sicurezza non è un numero che scende: è un parco che torna a essere praticabile senza guardarsi le spalle. Finché l’unica presenza al centro della passeggiata sarà un fuoco, i dati potranno migliorare quanto vogliono, ma la città resterà vuota.

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